Cosa mangiare prima e dopo l’allenamento

23/01/2019
da Gian Antonio Basso

L'anno nuovo porta da sempre con sè la voglia di proporsi nuovi obiettivi. Uno dei più comuni è sicuramente quello di aumentare l'attività fisica e migliorare la propria alimentazione.
Innanzitutto è indispensabile riservare regolarmente ogni settimana del tempo da dedicare ad allenamenti mirati. Una volta definiti i momenti riservati all'attività fisica ci si potrebbe chiedere:
Quali sono gli alimenti più indicati da consumare pre e post workout?

Prima dell'allenamento

Prima di iniziare una sessione intensa di attività fisica è sempre consigliato consumare pasti leggeri e dall'elevato contenuto energetico. Queste due caratteristiche renderanno l'allenamento più produttivo e meno faticoso.
Via libera quindi a carboidrati non raffinati e proteine. Volete qualche esempio?
Petto di pollo e riso integrale garantiranno un ottimo introito energetico ma poco calorico.
Ottimi anche i frullati con aggiunta di crusca d'avena. Pollice in sù anche per i formaggi magri e le bevande proteiche. Come frutta sono ottime le banane, che contengono un'elevata quantità di potassio e carboidrati.
Se ti alleni in pausa pranzo via libera al classico ma sempre buono panino con prosciutto crudo (carboidrati e proteine).
Se scegli la mattina come momento migliore per il tuo allenamento, ti consigliamo uno yogurt con frutta, fette biscottate e marmellata.
Come regola generale, sarebbe bene mangiare almeno un'ora e mezza prima di iniziare e il pasto dovrebbe contenere indicativamente 300 calorie.


Dopo l'allenamento

Per fissare i risultati ottenuti, è indispensabile astenersi da carboidrati e zuccheri.
In linea di massima, il pasto perfetto include proteine e verdure. Qualche esempio?
uova ( che aiutano il corpo e i muscoli a recuperare le energie), pesce (il salmone nello specifico è ottimo perchè è ricco di omega 3 e acidi grassi indispensabili per il recupero) e carne accompagnate da insalata.
Un consiglio? prediligi proteine di qualità. Cerca di consumare alimenti proteici Biologici. Integra con proteine vegetali come legumi, avocado e frutta secca.

Esiste una cosa che va bene consumare sia prima che durante che dopo l'allenamento. Sapete quale è? L'acqua !!
Bere molto prima della sessione di training permette uno stato di idratazione ottimale indispensabile per gestire lo sforzo al quale il corpo sarà sottoposto.
Durante la sudorazione, è inoltre molto importante rimpiazzare l'acqua persa e questo lo si fa bevendo.
Dopo l'allenamento idratarsi permetterà al fisico di riprendersi e riequilibrarsi. Non bere a sufficienza infatti, soprattuto nella fase post workput fa sentire intorpiditi e deboli.

Mani e piedi freddi: cause e rimedi

16/01/2019
da Farmacia Basso

Avere sempre mani e piedi freddi in genere è causato dalla diminuzione del flusso sanguigno agli arti. I nostri corpi infatti li mantengono caldi sfruttando proprio il calore generato dal sangue, che dal cuore si estende verso le braccia fino alla punta delle dita e dalle gambe ai piedi.


L’afflusso della giusta quantità di sangue alle mani e ai piedi, consente di averli più caldi e con un aspetto naturale tendente al roseo. Per conoscere le principali cause che comportano la diminuzione del flusso sanguigno ai suddetti arti, è fondamentale eseguire un’analisi dettagliata del corpo umano.

Infatti, il sangue che scorre nelle nostre mani e nei piedi attraversa due arterie ovvero quella radiale e l'ulnare, che causano una sensibile diminuzione di calore dovuta in genere alla loro vasocostrizione.

Nel corpo umano inoltre attorno a tutte le principali arterie che si restringono automaticamente per ridurre o aumentare il flusso sanguigno ci sono i muscoli, che consentono al corpo stesso di inviare più sangue e calore agli organi critici come il cuore, i polmoni e il cervello, riducendo temporaneamente il flusso di sangue a mani e piedi.

I sintomi ad essi correlati si verificano a seguito di vasocostrizione quando cioè i suddetti muscoli esercitano una pressione sulle arterie per troppo tempo, il che tende a far diminuire il flusso sanguigno.

In tal caso se le punte delle dita di entrambi gli arti assumono una tonalità bluastra il processo viene chiamato cianosi. Quando le dita si riscaldano di nuovo, l'aumento del flusso sanguigno comporta una variazione del colore della pelle che diventa rossa, ma con conseguenti fastidiosi gonfiori e dolori.

Le altre cause delle mani e dei piedi freddi
Se la perdita di flusso sanguigno agli arti principali del corpo umano si verifica ripetutamente, può causare ulcere della pelle e dei tessuti. In genere questo fenomeno si manifesta in presenza di vaso-occlusione in cui uno o più vasi sanguigni delle mani o dei piedi si bloccano.

Quando i suddetti arti si presentano frequentemente freddi, è opportuno consultare uno specialista che vi aiuterà a determinare se avete una malattia, o se la causa della stessa è circoscritta proprio ai vasi sanguigni e a patologie ad esse legate.

I migliori rimedi per mani e piedi freddi
Oggi per arginare il problema esistono anche dei trattamenti fai da te semplici e molto efficaci, come ad esempio una corretta igiene e cura della pelle, indossare un abbigliamento protettivo caldo e nel contempo smettere di fumare poiché è provato che la nicotina tende ad ostruire i vasi sanguigni.

Tra gli altri accorgimenti che possono rivelarsi utili per rimediare a mani e piedi freddi, va aggiunto che l'attività motoria facilita non poco l'operazione.

In tal caso della ginnastica in casa con attrezzi, un pò di jogging quotidiano oppure una semplice passeggiata sono adatti proprio per consentire al sangue di scorrere nelle arterie in modo corretto.

Dal punto di vista strettamente chirurgico va altresì aggiunto che nei casi più gravi (previo consiglio medico), si può intervenire con iniezioni a base di steroidi che rappresentano la soluzione migliore per ottemperare a questa patologia.

Bimbi digitali: come insegnare ai nostri figli a sfruttarne le potenzialità e a difendersi dai pericoli

12/12/2018
da Gian Antonio Basso

L'intelligenza dei bambini è un fermento di idee e capacità incredibili che, li porta ad essere spesso super attivi e pronti ad utilizzare qualsiasi dispositivo digitale, senza tante premure o problemi. Queste potenzialità vanno sfruttate moderatamente per evitare danni futuri, a volte anche irreparabili. Per evitare questi spiacevoli inconvenienti, tutti i genitori dovrebbero seguire dei piccoli consigli, per permettere ai piccoli di gestire il mondo digitale con cautela e costanza, sfruttando solo le potenzialità dei modelli tecnologici. Solo in questo modo, impareranno a dosare bene nel loro futuro comportamenti che altrimenti, potrebbero ledere i loro rapporti personali.


Dosare bene il tempo di utilizzo

La prima regola da seguire è quella del tempo di utilizzo. Tenere tra le mani lo strumento digitale per il tempo necessario è fondamentale perché a lungo andare,potrebbe diventare una vera e propria dipendenza.


Selezionare accuratamente i contenuti

Scegliere accuratamente i contenuti a cui il bambino deve accedere e mettendo dei blocchi su quelli che si pensano possano essere pericolosi. In questo modo si potrà essere sicuri che sta guardando solo ciò che è adatto per la sua età.


Spiegare ai bambini contenuti adatti a loro

I bambini possono vedere involontariamente contenuti da adulti come scene di cronaca e quindi fare qualche domanda. I genitori con calma devono spiegare e raccontare cosa è successo in quell'immagine o video.


Il genitore deve essere di buon esempio

Il buono esempio dell'uso del digitale devono darlo proprio i genitori. Farsi vedere dai piccoli sempre attaccati al cellulare non è positivo per bambini. Quel troppo tempo trascorso con lo smartphone in mano, si può dedicare a giocare con i bambini.


Non censurare nulla ai bambini

Se il bambino fa delle domande su qualcosa che ha visto, evitare di censurare ma rispondergli con i giusti toni. Imparerà a capire lentamente che tutto ciò che vede non è fatto solo del suo mondo, ma c'è molto altro al di fuori.


Invogliare il bambino a dedicarsi ad altro

Invogliare il bambino a fare altra attività lo porterà ad innamorarsi di altre passioni e forse, metterà da parte il digitale. Sfogliare un libro e magari leggerlo con lui è un'attività che a lungo andare darà dei risultati molto soddisfacenti.


Informarsi per spegnere una situazione incontrollabile

Purtroppo si può creare una dipendenza totale del bambino per il digitale. Se il genitore non riesce a gestire la situazione, è bene che si informi per risolvere. In libreria si trovano tanti libri che affrontano e analizzano le tematiche principali di questo problema. Un'accurata lettura porterà sicuramente ad un buon punto di riflessione per tutta la famiglia.

Omega 3: ecco perché assumerli ogni giorno

05/12/2018
da Gian Antonio Basso

COSA SONO GLI OMEGA 3


Gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi, nonchè sostanze nutritive ed energetiche che, per le loro proprietà benefiche, risultano indispensabili per l'organismo.


Infatti, queste molecole appartenenti al gruppo dei lipidi che, delineati da catene carboniose, originano strutture più complesse, come i monogliceridi e i trigliceri, servono per prevenire molteplici patologie come l'Alzheimer, le dermatiti, la psoriasi, l'arteriosclerosi, la depressione, l'autismo, la schizofrenia, il diabete, il cancro, le problematiche a carico degli stati infiammatori, del sistema cardiovascolare e del metabolismo osseo.


Sono, inoltre estremamente importanti perchè contribuiscono al benessere delle ossa, del cervello e del cuore, considerando che quel che finora si è delineato riescono ad apportarlo tramite un'alimentazione sana ed equilibrata che, pur essendo ricca dei nutrienti di cui si sta argomentando e presenti nei mezzi di sussistenza decisi nella dieta, spesso dev'essere coadiuvata da integratori specifici.


ALIMENTI CHE CONTENGONO OMEGA 3


Sono tanti gli alimenti che contengono una buona quantità di Omega 3 e tra questi si può considerare il pesce azzurro, soprattutto se proviene da mari freddi, come lo sgombro, il salmone, il tonno e le aringhe.

Anche tante cibarie vegetali, come le noci, le verdure a foglia verde, le alghe e i semi di lino, sono un'eccellente fonte di questi acidi grassi essenziali che devono essere introdotti necessariamente, specialmente nel caso in cui si adotta una dieta vegana o vegetariana.


PERCHE' ASSUMERE GIORNALMENTE OMEGA 3


Come si è ben sottolineato inizialmente gli Omega 3 sono eccellenti nutrienti, utili per far funzionare perfettamente l'organismo.


Si consiglia di assumerli giornalmente perchè, come si è scritto inizialmente, nel primo paragrafo, servono per prevenire diverse malattie che possono insorgere a chiunque che grazie l'apporto quotidiano degli acidi grassi polinsaturi essenziali, difatti eviterebbe di ammalarsi.


Gli Omega 3 si devono apportare quotidianamente, tramite una dieta corretta ed integratori ad hoc, perchè bilanciano i livelli del LDL (colesterolo cattivo) e quelli del HDL (colesterolo buono), stabiliscono valori bassi dei trigliceridi, salvaguardano il cervello e migliorano la memoria.

Gli acidi grassi polinsaturi essenziali bisogna assolutamente assumerli ogni giorno se si è in stato di gravidanza dato che in tal caso, servono per favorire lo sviluppo della vista e delle capacità cognitive del nascituro e migliorano le difese immunitarie della mamma.

E' importante sapere che la fornitura giornaliera di quel che si sta argomentando aiuta straordinariamente l'organismo perchè favorisce la prevenzione delle manifestazioni patologiche infiammatorie, tutela le articolazioni e le ossa, imposta un'equilibrata e sana struttura della cute, mantenendola più a lungo giovane e rende i capelli particolarmente lucenti e forti.


COME EVITARE LE CARENZE NUTRIZIONALI?


Per evitare le carenze nutrizionali è fondamentale bilanciare perfettamente l'apporto di Omega 3 e Omega 6, considerando che il fabbisogno giornaliero di Omega 3 è in media di 3 grammi.

Per poter ottenere tutti i benefici ben delineati durante la stesura, bisogna organizzare un'alimentazione bilanciata e sana e consumare circa 3 porzioni a settimana di pesce azzurro, tenendo conto che chi è vegetariano o vegano deve garantirsi l'apporto di questi acidi grassi importanti tramite fonti vegetali di Omega 3.

E' bene sapere che l'assimilazione di quel che è oggetto d'argomento è facilitata dalla diminuzione di consumo di oli ricchi di Omega 6, come gli oli di semi di mais o di girasole che si devono il più mpossibile rimpiazzare con l'olio extravergine di oliva.


Menopausa: come riequilibrare i ritmi ormonali

28/11/2018
da Gian Antonio Basso

Cosa succede quando c'è la menopausa?


la menopausa rappresenta un periodo fondamentale per la donna e può essere anche definito come la fine del momento fertile della donna, di conseguenza ci sono anche determinati avvenimenti importanti della vita che portano ad affrontare il problema in modo non molto leggero.

Il fenomeno è di tipo fisiologico causato principalmente dallo sbilanciamento ormonale femminile, sull'alternanza degli estrogeni e protesici. Sono ormoni che rassicurano l'affluenza regolare del ciclo.

Con l'aumento dell'età si ha una diminuzione del funzionamento degli ormoni. Proprio per questo motivo è importante trattare i sintomi ormonali in tempo, per poi poterli curare.


I sintomi


I sintomi sono in primis l'irregolarità del ciclo e che inizia a diminuire fino a scomparire completamente.

Di conseguenza gli ultimi periodi i cicli possono essere dolorosi e variabili, con una variazione anche nella durata. Ci saranno differenti sbalzi ormonali ed indebolimento dei cicli ovarici come le vampate di calore, sudorazione, palpitazioni, astemia, ansia, irritabilità ed insonnia.

La donna durante questo periodo diventa anche molto più nervosa e suscettibile del solito.

I disturbi si presentano anche nel tratto urogenitale come prurito, secchezza, bruciore e dolore durante i rapporti.

Anche la pelle cambierà e diventerà più secca e meno elastica rispetto ad una volta, quindi ci sarà un invecchiamento più precoce con comparsa di rughe.

Tutti questi disturbi citati sono causati dalla cessazione del funzionamento ormonale.


Piante curative per la menopausa


- "Kudzu": è una pianta che in genere viene utilizzata nella medicina cinese. Per le sue proprietà migliora la menopausa che contribuisce a migliorare la mineralizzazione delle ossa e la "ricostruzione" dei tessuti.

Inoltre, ha un effetto protettivo per la microcircolazione, riducendo la "pressione sanguigna" e regolando le "palpitazioni".

- "Verbena": in genere questa tipologia di pianta viene utilizzata per ridurre lo stress e l'ansia. Agisce sul sistema nervoso endocrino ed ormonale grazie alla sua funzione che riequilibra gli ormoni.

- "Trifoglio rosso": è una pianta ricca di "isoflavoni". Per chi non lo sapesse gli isoflavoni sono simili agli ormoni femminili, proprio per questo motivo possono portare innumerevoli benefici alle donne in menopausa.

- "Diosconea": pianta di origine dell'America Centrale, viene ottenuto l'estratto che non è altro un "precursore" del progesterone. Quest'ultimo è molto simile all'ormone umano e non provoca effetti indesiderati dopo l'assunzione. Grazie al progesterone aiuta a migliorare i tessuti, diminuisce le vampate di calore, migliora notevolmente sia la pelle che le mucose, diminuisce l'invecchiamento della pelle.

- "Angelica Sinesis": anche questa pianta è utilizzata nella medicina cinese. Viene utilizzata principalmente per il trattamento dei disturbi ginecologici. Il suo effetto è quello di migliorare lo squilibrio ormonale. Le sue funzioni sono quelle di diminuire i sintomi della menopausa, diminuire gli sbalzi di pressione, emicrania e le contrazioni uterine. Ma è anche utile per diminuire gli spasmi muscolari, l'insonnia e la mancanza di energia.


Consigli


In menopausa è facile prendere facilmente peso, proprio per questo motivo bisogna ridurre l'utilizzo dei carboidrati. Se per un mese ridurrai l'utilizzo dei derivati del grano vedrai un notevole miglioramento nel corpo. Ti sentirai più energica e ci sarà un equilibrio del tuo corpo.

Prenditi un pò di sole, la vitamina D è importante per le ossa.

"Fai sport, muoviti, balla. Mantieniti attiva, il tuo corpo ti ringrazierà".

Tumore: 10 cibi che ti aiutano a tenerlo lontano

24/10/2018
da Gian Antonio Basso

Quello che mangi può influire drasticamente su molti aspetti della tua salute, incluso il rischio di sviluppare malattie cardiache, diabete e cancro. Molti alimenti contengono componenti benefici in grado di prevenire e ridurre la crescita del cancro. Vediamo quali sono i 10 cibi che ti aiutano a tenere lontano il tumore.

Broccoli

I broccoli contengono un composto vegetale con proprietà antitumorali, il sulforafano. Alcuni studi condotti su animali e in provetta hanno dimostrato che il sulforafano è in grado di causare la morte delle cellule tumorali e di ridurre le dimensioni del cancro. Un maggior consumo di verdure crocifere, come i broccoli, viene associato a un minor rischio di contrarre un tumore del colon-retto.

Carote

Alcuni studi hanno confermato che mangiare carote fa diminuire il pericolo di ammalarsi di cancro allo stomaco. Non solo, ma il beta-carotene restringe le possibilità di contrarre un tumore alla prostata, ai polmoni e allo stomaco. Si consiglia di aggiungere qualche volta a settimana le carote nella dieta come spuntino o contorno.

Fagioli

I fagioli contengono molte fibre, che possono proteggere contro il cancro del colon-retto. Studi condotti sugli animali e sull'uomo hanno scoperto che assumendo una maggiore quantità di fagioli, potrebbe ridurre il rischio di tumori del colon-retto.

Cannella

La cannella ha la capacità di ridurre lo zucchero nel sangue e alleviare le infiammazioni. Alcuni studi su animali hanno rilevato che può contribuire a bloccare la diffusione delle cellule tumorali. E' sufficiente includere un cucchiaino di cannella nella dieta per prevenire il cancro e apportare tanti benefici alla salute.

Noci

Consumare regolarmente una piccola dose di noci a giorno, argina il rischio di tumore del colon-retto, dell'endometrio, del pancreas. Inoltre riduce dell'80% il tasso di crescita delle cellule tumorali al seno.

Curcuma

La curcuma è una spezia, il suo principio attivo la curcumina ha effetti antinfiammatori, antiossidanti e antitumorali. Uno studio condotto su 44 pazienti con lesioni nel colon con probabilità di trasformarsi in tumori, ha provato che dopo aver consumato per 30 giorni 4 grammi di curcuma quotidianamente, le lesioni si riducevano del 40%.

Agrumi

Assumere agrumi come arance, limoni, pompelmi e lime diminuiscono il rischio di sviluppare tumori del tratto digestivo e delle vie respiratorie. Alcuni studi hanno rilevato che consumare tre porzioni settimanali di agrumi riducono il rischio di cancro al pancreas e allo stomaco.

Semi di lino

I semi di lino sono ricchi di fibre e grassi salutari. Alcune ricerche hanno dimostrato che aiutano a ridurre la crescita del cancro e a uccidere le cellule malate. I semi di lino consumati regolarmente diminuiscono la crescita del tumore al seno e alla prostata e al colon-retto. Basta aggiungere un cucchiaio di semi di lino alla dieta ogni giorno per trarne dei grandi benefici.

Pomodori

Il licopene presente nei pomodori ha proprietà antitumorali. Un utilizzo adeguato porterebbe a un ridotto rischio di cancro alla prostata. Ogni giorno bisognerebbe aggiungere alla dieta due porzioni di pomodori da mischiare alle insalate o da usare come salsa.

Aglio

Diversi studi su provetta hanno provato che l'allicina contenuta nell'aglio, assunta regolarmente, è in grado di uccidere le cellule tumorali e di contrastare differenti tipi di cancro che interesserebbero l'apparato digestivo, la prostata e il colon-retto.

Scompenso cardiaco: ecco come riconoscerlo

17/10/2018
da Gian Antonio Basso

Lo scompenso cardiaco è tra le prime cause di ricovero per le persone ultra 65enni, ma in realtà può manifestarsi anche nei bambini.

Questo condizione avviene quando il cuore non riesce a pompare a sufficienza il sangue, come dovrebbe, e quindi si crea uno stato chiamato insufficienza circolatoria. Le principali cause di uno scompenso cardiaco sono un precedente infarto, l’ipertensione e il diabete non curato, ma anche miocardiopatie e alterazioni delle valvole cardiache.

In Italia, sono circa un milione le persone che soffrono di scompenso cardiaco, 165.000 nuovi casi all’anno con oltre 500 ricoveri ospedalieri ogni giorno.

Sintomi e cause di uno scompenso cardiaco

I segnali più importanti dello scompenso cardiaco sono l’affanno e di conseguenza l’assenza di respiro, ma anche le gambe gonfie e l’accumulo di sangue nelle zone periferiche. Tra le cause di uno scompenso, invece, ritroviamo un precedente infarto, cardiopatie e ipertensione, ma è possibile subire uno scompenso cardiaco anche senza cause accertate.

Ci sono alcuni fattori di rischio a cui dobbiamo prestare attenzione, cioè comportamenti o stati non adeguati e pericolosi per la nostra salute. L’essere in sovrappeso, la mancanza di attività fisica, un’alimentazione scorretta e l’ipertensione sono tutti fattori di rischio che dovremmo evitare.

Cosa comporta lo scompenso cardiaco

Lo scompenso cardiaco causa un accumulo di liquidi sia nei polmoni che nei tessuti, e in questo modo si affaticano tutte le attività più importanti, quali appunto la respirazione ma anche la digestione, le attività celebrali e quelle motorie.

Per evitare di subire questa condizione è molto importante seguire uno stile di vita sano e corretto, partendo da una giusta alimentazione, ricca di frutta e verdura ma povera di grassi. Un altro aspetto fondamentale è quello di eliminare completamente il fumo e svolgere una costante attività fisica.

Come individuare e curare uno scompenso cardiaco

E’ possibile riconoscere uno scompenso cardiaco attraverso un elettrocardiogramma e il controllo degli ormoni BNP, che vengono monitorati perché, quando il cuore ha uno scompenso, ne rilascia di più.

Non c’è una cura vera e propria per questa situazione ma ci sono dei medicinali indicati e che non danno particolari effetti collaterali; l'unico controllo richiesto con l'assunzione di questi medicinali è quello della pressione. Accanto ai farmaci, poi, si raccomanda di seguire una corretta alimentazione e un’adeguata attività fisica.

Per qualsiasi dubbio o incertezza, comunque, la cosa migliore è quella di consultare il proprio medico curante ed effettuare tutti i controlli di routine e un check up annuale in base alla propria età, per la prevenzione di patologie che, se non riconosciute in tempo, potrebbero causare disagi maggiori in futuro.

Cosa mangiare prima e dopo l’allenamento

10/10/2018
da Gian Antonio Basso

Si sa, una buona attività fisica è importante per la nostra salute e ci permette di scaricare un po' di tensione e stress quotidiano. Ma quante volte sarà capitato, prima o anche dopo un allenamento di avere dei dubbi e non sapere cosa è più indicato mangiare, o addirittura se fosse meglio digiunare? Quante volte avete pensato se fosse meglio assumere carboidrati o proteine?

Tutti dubbi comprensibili ma vediamo come sia meglio comportarsi. Una corretta alimentazione è parte integrante di un giusto allenamento: è sbagliato pensare di digiunare dopo un allenamento e, in realtà, è giusto mangiare sia prima che dopo aver fatto attività fisica, basta assumere il cibo in modo giusto ed equilibrato. Vediamo come.

Cosa mangiare prima di un allenamento

Prima di allenarci è importante mangiare qualcosa perché ci serve una scorta di energia che andremo a bruciare con l’attività fisica. Ma è sbagliato sia mangiare troppo perché rischieremo di sentirci pesanti sia, al contrario, mangiare troppo poco o niente perché potremmo non avere forze e sentirci deboli. Anche l’idratazione è importantissima e idratarsi è sempre corretto.

Pertanto, prima di un allenamento mangiate qualcosa di leggero, che sia facilmente digeribile. Vanno bene anche i carboidrati, ovviamente senza esagerare, evitiamo invece grassi e proteine. Se siamo soliti allenarci di mattina, ad esempio, possiamo consumare una colazione leggera, fette biscottate o pane con la marmellata e siamo a posto.

Evitate comunque di mangiare subito prima di un allenamento, in quanto, si sa, il processo digestivo potrebbe sottrarre ossigeno ai muscoli, e far diminuire il rendimento dell’allenamento, ma potete tranquillamente bere.

Cosa mangiare dopo un allenamento

Anche in questo caso, è sbagliato saltare il pasto dopo un allenamento, perché ci può affaticare anche di più. La cosa migliore è introdurre proteine che permettono di far recuperare ai muscoli dopo lo sforzo. Vanno bene anche i carboidrati semplici ma, anche in questo caso, la soluzione migliore è quella di fare un pasto leggero, senza esagerare.

Nessun problema per quanto riguarda la frutta, che può essere consumata liberamente facendo attenzione solo a quella più "zuccherata", che andrebbe evitata prima di un allenamento.

L’allenamento funzionale

Per ottenere il miglior risultato quando ci si allena, non basta allenarsi ma occorre farlo nel modo giusto e seguendo una corretta alimentazione, sia prima sia dopo l’allenamento. Non dimenticate l’importanza di idratarsi sempre e, se pensate possano aiutarvi, sporadicamente ci si può concedere anche l’uso di multivitaminici o integratori, ma senza esagerare.

Sai quali sono gli sport che ti fanno bruciare di più?

03/10/2018
da Gian Antonio Basso

L'attenzione alla salute e alla forma fisica fa sempre più parte della nostra quotidianità e sempre più ci sentiamo in dovere di prenderci cura di noi stessi.
Alimentazione sana e movimento sono alla base della nostra salute: dopo aver accertato che seguiamo una dieta sana e completa di tutti i nutrienti necessari, a quale sport possiamo dedicare il nostro tempo libero?
Quali sono le attività sportive che fanno bruciare più calorie?
In un'epoca in cui tutto si ottimizza, verifichiamo come ottimizzare anchele ore dedicate al movimento per ottenere più risultati impiegando meno tempo!
Ecco un elenco che vi potrà essere utile per scegliere lo sport adatto alle vostre esigenze... brucia calorie!

Il nuoto

Cosa c'è di meglio di una bella e fresca nuotata rigenerante?
Il nuoto è lo sport più completo e meno traumatico: permette di distendere il corpo totalmente e di beneficiare delle proprietà massaggianti dell'acqua, favorendo l'allungamento dei muscoli.
Praticando il nuoto si vanno a bruciare circa 300 calorie in mezz'ora.

Il crossfit

E' senza dubbio l'attività sportiva del momento: oltre ad andare molto di moda, è davvero un'ossessione per chi la pratica.
Chi ha iniziato a dedicarsi a questa disciplina, si è talmente appassionato da non riuscire più a smettere!
Il crossfit alterna attività aerobiche, come la corsa e il salto con la corda, al sollevamento pesi e agli addominali.
L'alta intensità degli esercizi consente di bruciare fino a 300 calorie in 20 minuti!

L'aerobica

Vi ricordate i body colorati che andavano di moda negli anni Ottanta e che tanto piacevano alle signore appassionate di palestra?
L'aerobica non è mai passata di moda: molte sono le declinazioni con cui, con il passare del tempo, è stata variata e rimodernata, ma è pur sempre un must!
Un'ora di aerobica a ritmo intenso consente di bruciare fino a 450 calorie, non male!

Il tennis

Se siete appassionati di tennis e lo praticate da molto tempo, sicuramente è un'ottima attività che vi consentirà non solo di scaricare lo stress ma anche di bruciare una gran quantità di calorie.
Per beneficiare di questo, occorre però essere già capaci a giocare senza interruzioni: se siete dei giocatori esperti, infatti, in un'ora di gioco potrete arrivare a bruciare circa 650 calorie!

La cyclette o la bicicletta

Se avete la necessità di tonificare la parte inferiore del corpo e beneficiare comunque della vostra attività fisica anche nella fascia addominale, la cyclette o la bicicletta fanno per voi.
Se utilizzate la bicicletta, poi, impagabili saranno i benefici del visitare posti nuovi e appassionanti, come le zone montane e collinari.
Le calorie bruciate per questo tipo di sport variano a seconda dell'intensità, ma in un'ora si consuma circa 550 calorie, arrivando persino a 850!

L'acquagym

Siete appassionati di sport acquatici ma il nuoto non fa per voi? L'acquagym è senza dubbio un'ottima soluzione per bruciare un gran quantità di calorie e beneficiare del naturale massaggio che vi donerà l'acqua.
Saltellando in vasca a ritmo di musica, brucerete dalle 300 alle 400 calorie, agendo sensibilmente anche sullo snellimento delle gambe e sulla cellulite.

Bambini e smartphone: guida ad un utilizzo responsabile

26/09/2018
da Gian Antonio Basso


Ormai è impossibile negarlo, siamo circondati da apparecchi e strumenti tecnologici che condizionano ed influenzano la nostra vita quotidiana. In tutte le case ogni giorno vengono utilizzati tablet, smartphone e PC e anche i bambini, sin da piccoli, vivono circondati dalla tecnologia e imparano ben presto a usare i tablet e gli smartphone dei genitori, dei nonni e delle persone che frequentano regolarmente. Ma è giusto far utilizzare questo genere di apparecchi a dei bambini, a volte anche molto piccoli?

Non c’è una risposta del tutto corretta, poiché la cosa migliore è indicare e insegnare ai bambini quale sia il giusto comportamento e come utilizzare lo smartphone in maniera corretta.

Lo smartphone e i bambini

Secondo delle recenti ricerche svolte in America, è emerso che negli ultimi anni il tempo che i bambini trascorrono davanti ad uno smartphone o un tablet sia quantomeno triplicato, e lo stesso vale per i bambini europei.

I bambini, anche quelli di età inferiore ai 5 anni, trascorrono abitualmente circa 2 ore al giorno davanti allo smartphone e sono perfettamente in grado di usarlo per le loro esigenze, come ad esempio guardare video animati su YouTube o mandare messaggi vocali a nonni e parenti su WhatsApp.

Molto spesso sono proprio i genitori a lasciare che i bambini usino il loro smartphone per accontentarli o per tenerli occupati per un po’ di tempo. Alcuni studi hanno dimostrato che la cosa non è completamente sbagliata, purché non diventi un vizio e soprattutto se l’uso dello smartphone sia controllato e misurato.

L'uso corretto dello smartphone, infatti, può avere anche degli effetti positivi sui bambini in quanto stimola la loro curiosità e, attraverso delle app e dei giochi istruttivi, permette di imparare cose nuove.

Solitamente il primo smartphone personale arriva intorno ai 9 anni. I genitori si sentono più tranquilli a lasciare un telefono ai propri figli quando li accompagnano a scuola o se non sono con loro, per essere reperibili in caso di bisogno, ma allo stesso tempo sono preoccupati dell’uso errato che possono fare della tecnologia.

Per evitare tutto ciò quindi, bisognerebbe controllare l’uso che i propri figli fanno dello smartphone, impartire delle regole sull’utilizzo del telefono e farle rispettare. I genitori devono spiegare ai bambini che il telefono va usato solo in alcuni momenti precisi della giornata, ad esempio al massimo un’oretta nel tardo pomeriggio, dopo aver finito i compiti o comunque mai durante l’orario scolastico o subito prima di andare a letto.

Bisogna far comprendere al bambino che, sebbene può essere stimolante per loro vedere un video o fare un gioco anche istruttivo sul proprio smartphone, allo stesso modo è essenziale e importante trascorrere del tempo "reale" giocando con gli amici sotto casa o al parco.

Bisogna poi dare un limite quotidiano all’uso del cellulare e far in modo che il bambino si appassioni o si interessi anche ad altro.
Infine, è possibile poi controllare l’attività sullo smartphone attraverso delle applicazioni che permettono di limitare i giochi, le app e stabiliscono delle fasce orarie di uso. Bisogna insegnare al bambino un uso responsabile di internet: l’importanza di non pubblicare video e foto personali sul web ed essere il più chiari possibile sui rischi che si corrono navigando su internet.