Tumore: 10 cibi che ti aiutano a tenerlo lontano

24/10/2018
da Gian Antonio Basso

Quello che mangi può influire drasticamente su molti aspetti della tua salute, incluso il rischio di sviluppare malattie cardiache, diabete e cancro. Molti alimenti contengono componenti benefici in grado di prevenire e ridurre la crescita del cancro. Vediamo quali sono i 10 cibi che ti aiutano a tenere lontano il tumore.

Broccoli

I broccoli contengono un composto vegetale con proprietà antitumorali, il sulforafano. Alcuni studi condotti su animali e in provetta hanno dimostrato che il sulforafano è in grado di causare la morte delle cellule tumorali e di ridurre le dimensioni del cancro. Un maggior consumo di verdure crocifere, come i broccoli, viene associato a un minor rischio di contrarre un tumore del colon-retto.

Carote

Alcuni studi hanno confermato che mangiare carote fa diminuire il pericolo di ammalarsi di cancro allo stomaco. Non solo, ma il beta-carotene restringe le possibilità di contrarre un tumore alla prostata, ai polmoni e allo stomaco. Si consiglia di aggiungere qualche volta a settimana le carote nella dieta come spuntino o contorno.

Fagioli

I fagioli contengono molte fibre, che possono proteggere contro il cancro del colon-retto. Studi condotti sugli animali e sull'uomo hanno scoperto che assumendo una maggiore quantità di fagioli, potrebbe ridurre il rischio di tumori del colon-retto.

Cannella

La cannella ha la capacità di ridurre lo zucchero nel sangue e alleviare le infiammazioni. Alcuni studi su animali hanno rilevato che può contribuire a bloccare la diffusione delle cellule tumorali. E' sufficiente includere un cucchiaino di cannella nella dieta per prevenire il cancro e apportare tanti benefici alla salute.

Noci

Consumare regolarmente una piccola dose di noci a giorno, argina il rischio di tumore del colon-retto, dell'endometrio, del pancreas. Inoltre riduce dell'80% il tasso di crescita delle cellule tumorali al seno.

Curcuma

La curcuma è una spezia, il suo principio attivo la curcumina ha effetti antinfiammatori, antiossidanti e antitumorali. Uno studio condotto su 44 pazienti con lesioni nel colon con probabilità di trasformarsi in tumori, ha provato che dopo aver consumato per 30 giorni 4 grammi di curcuma quotidianamente, le lesioni si riducevano del 40%.

Agrumi

Assumere agrumi come arance, limoni, pompelmi e lime diminuiscono il rischio di sviluppare tumori del tratto digestivo e delle vie respiratorie. Alcuni studi hanno rilevato che consumare tre porzioni settimanali di agrumi riducono il rischio di cancro al pancreas e allo stomaco.

Semi di lino

I semi di lino sono ricchi di fibre e grassi salutari. Alcune ricerche hanno dimostrato che aiutano a ridurre la crescita del cancro e a uccidere le cellule malate. I semi di lino consumati regolarmente diminuiscono la crescita del tumore al seno e alla prostata e al colon-retto. Basta aggiungere un cucchiaio di semi di lino alla dieta ogni giorno per trarne dei grandi benefici.

Pomodori

Il licopene presente nei pomodori ha proprietà antitumorali. Un utilizzo adeguato porterebbe a un ridotto rischio di cancro alla prostata. Ogni giorno bisognerebbe aggiungere alla dieta due porzioni di pomodori da mischiare alle insalate o da usare come salsa.

Aglio

Diversi studi su provetta hanno provato che l'allicina contenuta nell'aglio, assunta regolarmente, è in grado di uccidere le cellule tumorali e di contrastare differenti tipi di cancro che interesserebbero l'apparato digestivo, la prostata e il colon-retto.

Scompenso cardiaco: ecco come riconoscerlo

17/10/2018
da Gian Antonio Basso

Lo scompenso cardiaco è tra le prime cause di ricovero per le persone ultra 65enni, ma in realtà può manifestarsi anche nei bambini.

Questo condizione avviene quando il cuore non riesce a pompare a sufficienza il sangue, come dovrebbe, e quindi si crea uno stato chiamato insufficienza circolatoria. Le principali cause di uno scompenso cardiaco sono un precedente infarto, l’ipertensione e il diabete non curato, ma anche miocardiopatie e alterazioni delle valvole cardiache.

In Italia, sono circa un milione le persone che soffrono di scompenso cardiaco, 165.000 nuovi casi all’anno con oltre 500 ricoveri ospedalieri ogni giorno.

Sintomi e cause di uno scompenso cardiaco

I segnali più importanti dello scompenso cardiaco sono l’affanno e di conseguenza l’assenza di respiro, ma anche le gambe gonfie e l’accumulo di sangue nelle zone periferiche. Tra le cause di uno scompenso, invece, ritroviamo un precedente infarto, cardiopatie e ipertensione, ma è possibile subire uno scompenso cardiaco anche senza cause accertate.

Ci sono alcuni fattori di rischio a cui dobbiamo prestare attenzione, cioè comportamenti o stati non adeguati e pericolosi per la nostra salute. L’essere in sovrappeso, la mancanza di attività fisica, un’alimentazione scorretta e l’ipertensione sono tutti fattori di rischio che dovremmo evitare.

Cosa comporta lo scompenso cardiaco

Lo scompenso cardiaco causa un accumulo di liquidi sia nei polmoni che nei tessuti, e in questo modo si affaticano tutte le attività più importanti, quali appunto la respirazione ma anche la digestione, le attività celebrali e quelle motorie.

Per evitare di subire questa condizione è molto importante seguire uno stile di vita sano e corretto, partendo da una giusta alimentazione, ricca di frutta e verdura ma povera di grassi. Un altro aspetto fondamentale è quello di eliminare completamente il fumo e svolgere una costante attività fisica.

Come individuare e curare uno scompenso cardiaco

E’ possibile riconoscere uno scompenso cardiaco attraverso un elettrocardiogramma e il controllo degli ormoni BNP, che vengono monitorati perché, quando il cuore ha uno scompenso, ne rilascia di più.

Non c’è una cura vera e propria per questa situazione ma ci sono dei medicinali indicati e che non danno particolari effetti collaterali; l'unico controllo richiesto con l'assunzione di questi medicinali è quello della pressione. Accanto ai farmaci, poi, si raccomanda di seguire una corretta alimentazione e un’adeguata attività fisica.

Per qualsiasi dubbio o incertezza, comunque, la cosa migliore è quella di consultare il proprio medico curante ed effettuare tutti i controlli di routine e un check up annuale in base alla propria età, per la prevenzione di patologie che, se non riconosciute in tempo, potrebbero causare disagi maggiori in futuro.

Cosa mangiare prima e dopo l’allenamento

10/10/2018
da Gian Antonio Basso

Si sa, una buona attività fisica è importante per la nostra salute e ci permette di scaricare un po' di tensione e stress quotidiano. Ma quante volte sarà capitato, prima o anche dopo un allenamento di avere dei dubbi e non sapere cosa è più indicato mangiare, o addirittura se fosse meglio digiunare? Quante volte avete pensato se fosse meglio assumere carboidrati o proteine?

Tutti dubbi comprensibili ma vediamo come sia meglio comportarsi. Una corretta alimentazione è parte integrante di un giusto allenamento: è sbagliato pensare di digiunare dopo un allenamento e, in realtà, è giusto mangiare sia prima che dopo aver fatto attività fisica, basta assumere il cibo in modo giusto ed equilibrato. Vediamo come.

Cosa mangiare prima di un allenamento

Prima di allenarci è importante mangiare qualcosa perché ci serve una scorta di energia che andremo a bruciare con l’attività fisica. Ma è sbagliato sia mangiare troppo perché rischieremo di sentirci pesanti sia, al contrario, mangiare troppo poco o niente perché potremmo non avere forze e sentirci deboli. Anche l’idratazione è importantissima e idratarsi è sempre corretto.

Pertanto, prima di un allenamento mangiate qualcosa di leggero, che sia facilmente digeribile. Vanno bene anche i carboidrati, ovviamente senza esagerare, evitiamo invece grassi e proteine. Se siamo soliti allenarci di mattina, ad esempio, possiamo consumare una colazione leggera, fette biscottate o pane con la marmellata e siamo a posto.

Evitate comunque di mangiare subito prima di un allenamento, in quanto, si sa, il processo digestivo potrebbe sottrarre ossigeno ai muscoli, e far diminuire il rendimento dell’allenamento, ma potete tranquillamente bere.

Cosa mangiare dopo un allenamento

Anche in questo caso, è sbagliato saltare il pasto dopo un allenamento, perché ci può affaticare anche di più. La cosa migliore è introdurre proteine che permettono di far recuperare ai muscoli dopo lo sforzo. Vanno bene anche i carboidrati semplici ma, anche in questo caso, la soluzione migliore è quella di fare un pasto leggero, senza esagerare.

Nessun problema per quanto riguarda la frutta, che può essere consumata liberamente facendo attenzione solo a quella più "zuccherata", che andrebbe evitata prima di un allenamento.

L’allenamento funzionale

Per ottenere il miglior risultato quando ci si allena, non basta allenarsi ma occorre farlo nel modo giusto e seguendo una corretta alimentazione, sia prima sia dopo l’allenamento. Non dimenticate l’importanza di idratarsi sempre e, se pensate possano aiutarvi, sporadicamente ci si può concedere anche l’uso di multivitaminici o integratori, ma senza esagerare.

Sai quali sono gli sport che ti fanno bruciare di più?

03/10/2018
da Gian Antonio Basso

L'attenzione alla salute e alla forma fisica fa sempre più parte della nostra quotidianità e sempre più ci sentiamo in dovere di prenderci cura di noi stessi.
Alimentazione sana e movimento sono alla base della nostra salute: dopo aver accertato che seguiamo una dieta sana e completa di tutti i nutrienti necessari, a quale sport possiamo dedicare il nostro tempo libero?
Quali sono le attività sportive che fanno bruciare più calorie?
In un'epoca in cui tutto si ottimizza, verifichiamo come ottimizzare anchele ore dedicate al movimento per ottenere più risultati impiegando meno tempo!
Ecco un elenco che vi potrà essere utile per scegliere lo sport adatto alle vostre esigenze... brucia calorie!

Il nuoto

Cosa c'è di meglio di una bella e fresca nuotata rigenerante?
Il nuoto è lo sport più completo e meno traumatico: permette di distendere il corpo totalmente e di beneficiare delle proprietà massaggianti dell'acqua, favorendo l'allungamento dei muscoli.
Praticando il nuoto si vanno a bruciare circa 300 calorie in mezz'ora.

Il crossfit

E' senza dubbio l'attività sportiva del momento: oltre ad andare molto di moda, è davvero un'ossessione per chi la pratica.
Chi ha iniziato a dedicarsi a questa disciplina, si è talmente appassionato da non riuscire più a smettere!
Il crossfit alterna attività aerobiche, come la corsa e il salto con la corda, al sollevamento pesi e agli addominali.
L'alta intensità degli esercizi consente di bruciare fino a 300 calorie in 20 minuti!

L'aerobica

Vi ricordate i body colorati che andavano di moda negli anni Ottanta e che tanto piacevano alle signore appassionate di palestra?
L'aerobica non è mai passata di moda: molte sono le declinazioni con cui, con il passare del tempo, è stata variata e rimodernata, ma è pur sempre un must!
Un'ora di aerobica a ritmo intenso consente di bruciare fino a 450 calorie, non male!

Il tennis

Se siete appassionati di tennis e lo praticate da molto tempo, sicuramente è un'ottima attività che vi consentirà non solo di scaricare lo stress ma anche di bruciare una gran quantità di calorie.
Per beneficiare di questo, occorre però essere già capaci a giocare senza interruzioni: se siete dei giocatori esperti, infatti, in un'ora di gioco potrete arrivare a bruciare circa 650 calorie!

La cyclette o la bicicletta

Se avete la necessità di tonificare la parte inferiore del corpo e beneficiare comunque della vostra attività fisica anche nella fascia addominale, la cyclette o la bicicletta fanno per voi.
Se utilizzate la bicicletta, poi, impagabili saranno i benefici del visitare posti nuovi e appassionanti, come le zone montane e collinari.
Le calorie bruciate per questo tipo di sport variano a seconda dell'intensità, ma in un'ora si consuma circa 550 calorie, arrivando persino a 850!

L'acquagym

Siete appassionati di sport acquatici ma il nuoto non fa per voi? L'acquagym è senza dubbio un'ottima soluzione per bruciare un gran quantità di calorie e beneficiare del naturale massaggio che vi donerà l'acqua.
Saltellando in vasca a ritmo di musica, brucerete dalle 300 alle 400 calorie, agendo sensibilmente anche sullo snellimento delle gambe e sulla cellulite.

Bambini e smartphone: guida ad un utilizzo responsabile

26/09/2018
da Gian Antonio Basso


Ormai è impossibile negarlo, siamo circondati da apparecchi e strumenti tecnologici che condizionano ed influenzano la nostra vita quotidiana. In tutte le case ogni giorno vengono utilizzati tablet, smartphone e PC e anche i bambini, sin da piccoli, vivono circondati dalla tecnologia e imparano ben presto a usare i tablet e gli smartphone dei genitori, dei nonni e delle persone che frequentano regolarmente. Ma è giusto far utilizzare questo genere di apparecchi a dei bambini, a volte anche molto piccoli?

Non c’è una risposta del tutto corretta, poiché la cosa migliore è indicare e insegnare ai bambini quale sia il giusto comportamento e come utilizzare lo smartphone in maniera corretta.

Lo smartphone e i bambini

Secondo delle recenti ricerche svolte in America, è emerso che negli ultimi anni il tempo che i bambini trascorrono davanti ad uno smartphone o un tablet sia quantomeno triplicato, e lo stesso vale per i bambini europei.

I bambini, anche quelli di età inferiore ai 5 anni, trascorrono abitualmente circa 2 ore al giorno davanti allo smartphone e sono perfettamente in grado di usarlo per le loro esigenze, come ad esempio guardare video animati su YouTube o mandare messaggi vocali a nonni e parenti su WhatsApp.

Molto spesso sono proprio i genitori a lasciare che i bambini usino il loro smartphone per accontentarli o per tenerli occupati per un po’ di tempo. Alcuni studi hanno dimostrato che la cosa non è completamente sbagliata, purché non diventi un vizio e soprattutto se l’uso dello smartphone sia controllato e misurato.

L'uso corretto dello smartphone, infatti, può avere anche degli effetti positivi sui bambini in quanto stimola la loro curiosità e, attraverso delle app e dei giochi istruttivi, permette di imparare cose nuove.

Solitamente il primo smartphone personale arriva intorno ai 9 anni. I genitori si sentono più tranquilli a lasciare un telefono ai propri figli quando li accompagnano a scuola o se non sono con loro, per essere reperibili in caso di bisogno, ma allo stesso tempo sono preoccupati dell’uso errato che possono fare della tecnologia.

Per evitare tutto ciò quindi, bisognerebbe controllare l’uso che i propri figli fanno dello smartphone, impartire delle regole sull’utilizzo del telefono e farle rispettare. I genitori devono spiegare ai bambini che il telefono va usato solo in alcuni momenti precisi della giornata, ad esempio al massimo un’oretta nel tardo pomeriggio, dopo aver finito i compiti o comunque mai durante l’orario scolastico o subito prima di andare a letto.

Bisogna far comprendere al bambino che, sebbene può essere stimolante per loro vedere un video o fare un gioco anche istruttivo sul proprio smartphone, allo stesso modo è essenziale e importante trascorrere del tempo "reale" giocando con gli amici sotto casa o al parco.

Bisogna poi dare un limite quotidiano all’uso del cellulare e far in modo che il bambino si appassioni o si interessi anche ad altro.
Infine, è possibile poi controllare l’attività sullo smartphone attraverso delle applicazioni che permettono di limitare i giochi, le app e stabiliscono delle fasce orarie di uso. Bisogna insegnare al bambino un uso responsabile di internet: l’importanza di non pubblicare video e foto personali sul web ed essere il più chiari possibile sui rischi che si corrono navigando su internet.

Torcicollo: le cause più comuni e i rimedi per alleviare i dolori

05/09/2018
da Gian Antonio Basso

Il torcicollo, condizione patologica contraddistinta da una deviazione del capo al tempo stesso laterale è rotatoria, risulta tra i disturbi più comuni. In linea di massima, questo disturbo di tipo muscolo-scheletrico si palesa tramite un dolore all’altezza del collo che rende particolarmente ostici i movimenti di rotazione, estensione e flessione della testa. Il dolore, inizialmente acuto, finisce prima per diventare meno intenso e poi per sparire nel giro di qualche giorno.


Classificazione del torcicollo

Due sono le tipologie di torcicollo: congenito e acquisito.

· Torcicollo congenito: è una patologia presente sin dalla nascita. Si divide in due tipologie: congenito osteogeno e congenito miogeno. Che differenze ci sono? Il torcicollo congenito osteogeno ha come causa principale tutta una serie di malformazioni ossee che incidono sulle vertebre cervicali, mentre il torcicollo congenito miogeno ha nella "retrazione fibrosa monolaterale del muscolo sternocleidomastoideo" la sua origine.

· Il torcicollo acquisito si suddivide in torcicollo acquisito di origine osteoarticolare o in torcicollo sintomatico. Il primo presenta dolore acuto e cronico, oltre che infiammazione nell’area del muscolo sternocleidomastoideo e delle vertebre cervicali, dove i problemi più comuni sono reumatismo, artrosi e artrite. Il secondo, di origine varia, presenta problemi neurologici, come la distonia cervicale, o ancora disturbi dell’equilibrio o della vista. In quest’ultimo caso, si parla di torcicollo oculare.

Quali sono le cause più comuni del torcicollo?

Sostanzialmente, i disturbi che interessano la colonna vertebrale e le contratture muscolari, dovute ad esempio a movimenti eccessivamente bruschi dl capo, all’assunzione di posizioni errate che si prolungano nel tempo, a traumi come un colpo di frusta in seguito ad un incidente e a sbalzi di temperatura. Se il dolore non passa dopo pochi giorni, come avviene di norma, con tutta probabilità è la colonna cervicale a presentare disturbi. Fra i più comuni, vale la pena fare riferimento allo stato di sofferenza dei dischi intervertebrali per via di patologie reumatiche, di infiammazioni croniche o di ernia del disco.

Rimedi per alleviare il torcicollo

Quando il dolore è particolarmente intenso, una doccia con acqua tiepida migliora la condizione, in quanto va ad eseguire un massaggio ai muscoli del collo che, da infiammati, passano ad una condizione di rilassamento. Se il dolore persiste, è opportuno rivolgersi ad un medico, il quale può prescrivere un farmaco antinfiammatorio. Sempre a seguito di consulto medico, il ricorso al kinesio taping basato sull’applicazione dei cerotti, può rivelarsi particolarmente utile nella risoluzione del problema, grazie al loro effetto antidolorifico.

Muovere la testa il meno possibile, a seguito di torcicollo, è sì la conseguente reazione del corpo, ma va detto che l’effetto risulta controproducente. Onde evitare che i muscoli si irrigidiscano, è opportuno compiere movimenti controllati con l'intento di allungare il collo mediante esercizi di stretching.

In una situazione prolungata di dolore al collo, il medico tende ad eseguire accertamenti e a prescrivere la radiografia e la risonanza magnetica, al fine di controllare qual è l’origine del problema.

Infine, a fronte di difficoltà respiratorie, è opportuno recarsi in pronto soccorso. Ci potrebbero infatti essere delle lesioni che interessano il sistema nervoso centrale.

Gambe gonfie e pesanti? Ecco i rimedi e le soluzioni

29/08/2018
da Gian Antonio Basso

Con l'arrivo del caldo intenso, è molto comune ritrovarsi costretti ad affrontare la sgradevole sensazione di gambe gonfie e pesanti. Soprattutto dopo le lunghe camminate estive, che possono essere molto stressanti in caso di caldo intenso, le gambe possono gonfiarsi e dare fastidio; allo stesso tempo, le gambe gonfie possono andare ad evidenziare altre problematiche.


Per fortuna, esistono numerose soluzioni che permettono di attenuare la sensazione di gonfiore alle gambe e di trovare sollievo. Ecco, di seguito, una raccolta dei principali metodi per gambe gonfie e pesanti.

Uno dei principali segreti per sconfiggere il gonfiore e la pesantezza alle gambe è l'acqua. Una delle possibili cause di gonfiore delle gambe è infatti la ritenzione idrica: assumendo molta acqua, dunque, si favorisce l'eliminazione del fenomeno, il che apporta numerosi vantaggi all'organismo.

Quanta acqua bere? Solitamente si consigliano 2 litri di acqua al giorno, ma è più opportuno dire che bisognerebbe bere 1 grammo di acqua (pari a 1 ml) per ogni kilocaloria introdotta con la dieta.

L'acqua, comunque, non dovrebbe essere solo introdotta con la dieta: con dell'acqua fresca si possono infatti preparare dei gradevoli piediluvi che, grazie a un leggero contrasto tra caldo e freddo, migliorano la circolazione e alleviano la pesantezza delle gambe.

All'acqua è possibile aggiungere degli oli essenziali (come l'Olio 31) che, grazie ai loro eccipienti, apportano benefici alle gambe. Un'alternativa naturale ai piediluvi realizzati in casa sono quelli naturali: è sufficiente recarsi in spiaggia e camminare in riva al mare, permettendo all'acqua di ricoprire i piedi di tanto in tanto.

Il movimento è un'altra delle possibili soluzioni ai piedi gonfi. Come già visto, una delle cause principali di gonfiore alle gambe è una cattiva circolazione, che può essere stimolata attraverso un'attività sportiva (quali il jogging) o lunghe camminate, possibilmente in compagnia.

Ciò non va in contrapposizione con quanto detto all'inizio: le camminate possono infatti diventare pesanti, e trasformarsi paradossalmente in una delle cause del gonfiore alle gambe, se compiute sotto il sole cocente o in condizioni faticose. Per questo si consiglia di camminare soprattutto all'alba oppure poco prima del crepuscolo, per godere di aria fresca.

Tra i rimedi fondamentali per le gambe gonfie, oltre l'acqua non può mancare un corretto regime alimentare. Fondamentalmente, è necessario seguire un'alimentazione equilibrata e far sì che no manchino mai antiossidanti in grado di contrastare le tossine che possono "ristagnare" nelle gambe.

Gli antiossidanti principali che possono favorire la salute delle gambe sono i flavonoidi, i quali sono contenuti in quantità considerevoli in frutti di bosco e - soprattutto - nei mirtilli.
Anche l'olio extravergine di oliva a crudo è un'incredibile fonte di antiossidanti di varia natura, utili per la neutralizzazione delle tossine.

E gli oli, tra cui quello extravergine di oliva oppure di altra natura, possono essere utilizzati per effettuare dei massaggi rigeneranti sulle gambe. L'obiettivo è sempre quello di riattivare la circolazione, per questo si consiglia di compiere movimenti circolari lungo tutta la gamba. In alternativa, è possibile richiedere l'aiuto di uno specialista.

Mantenersi in forma in vacanza: ecco cosa fare

20/08/2018
da Gian Antonio Basso

Le vacanze sono il momento tanto atteso da tutti per vivere in totale relax e soddisfare qualche peccato di gola di cui ci si è privati durante l'inverno. Tuttavia, per concedersi qualche divertimento è veramente necessario rinunciare alla forma fisica e allo sport? Niente affatto! Ecco qualche consiglio per mantenersi in forma in vacanza con poco stress ma in maniera del tutto efficace.


Non importa che ci si rechi in vacanza in montagna o al mare: ogni luogo offre le giuste opportunità per mantenersi in forma, senza rinunciare assolutamente al relax. Dopo un intero anno di lavoro e di impegno, è doveroso staccare la spina, ma si può godere della propria meritata pausa anche in maniera responsabile e mantenendo uno stile di vita attivo.

Se per esempio ci si reca in vacanza al mare, può diventare piacevole fare una corsetta di prima mattina, con le luci dell'alba, a ridosso del mare. Il suono delle onde del mare che s'infrangono sulla riva o sugli scogli è un vero e proprio toccasana per la mente, in quanto evoca sensazioni positive e durature, e la fresca brezza mattutina dona piacere e allenta la fatica.

Le onde che terminano sulle spiagge sabbiose, inoltre, innalzano dei vapori ricchi di sali minerali: l'odore di salsedine, infatti, non solo è piacevole, ma purifica anche l'apparato respiratorio, nonché le vie nasali e i condotti uditivi.

Anche la giornata in spiaggia è un metodo eccellente per mantenersi in forma. Benché sia importante non esporsi al sole durante le ore critiche, la sudorazione permette di eliminare le tossine presenti nell'organismo e quindi di purificare la cute; inoltre, il leggero contrasto di temperatura presente con l'acqua fredda del mare stimola l'apparato circolatorio (ma in questo caso è doveroso prestare attenzione a evitare il pericoloso fenomeno della congestione).

Inoltre, il mare rappresenta un ottimo mezzo in cui svolgere attività fisica in compagnia di altre persone: sulle spiagge vengono spesso organizzate lezioni di acqua gym, le quali uniscono il divertimento a un'adeguata attività fisica.

Le opportunità di mantenersi in forma senza rinunciare al relax e al divertimento sono numerose anche per chi opta per una vacanza in montagna. Anche in questo caso, l'aria pura e la frescura rappresentano un toccasana per le vie respiratorie e per gli organi della respirazione.

Le opportunità ginniche che la montagna offre sono innumerevoli. Innanzitutto, grazie alla presenza di terreni dalle inclinazioni variabili, è possibile semplicemente effettuare brevi tratti di corsa in discesa e poi in salita, per bruciare molte kilocalorie con un impegno relativamente basso.

Se vi sono luoghi appositi nelle vicinanze e se i percorsi lo permettono, è possibile armarsi di scarpe da trekking e di appositi bastoncini per intraprendere lunghi ma spettacolari sentieri, i quali solitamente terminano in prossimità di un lago, di un fiume o di altri scenari dalla bellezza sconfinata.

E per i più audaci ed esperti, praticare l'arrampicata oppure percorrere i sentieri e i percorsi adeguati in mountain bike può essere un eccellente metodo per allenarsi in montagna in maniera efficace, senza rinunciare alle bellezze paesaggistiche e al riposo.

Tumore al seno: come si scopre

30/07/2018
da Gian Antonio Basso

Perché la presenza di un tumore al seno va scoperta tempestivamente

Dopo i trent'anni (ma anche prima, sebbene di solito il rischio sia minore) generalmente le donne cominciano a chiedersi come rendersi conto dell'eventuale presenza di un tumore alla mammella: come si scopre se si sta sviluppando questo male subdolo, che nella maggior parte dei casi è asintomatico, e arriva a palesarsi solo quando ormai la situazione è degenerata?

Una scoperta precoce significa una cura certa e quasi sempre definitiva

Nonostante la moderna medicina abbia fatto passi da gigante, e le situazioni disperate siano sempre più rare - visto che anche in fase avanzata il tumore al seno può essere ancora contrastato in maniera efficace e spesso persino sconfitto - va comunque ribadito che scoprire un tumore al seno nella fase iniziale o intermedia rappresenta comunque un notevole vantaggio, visto che le probabilità di guarire definitivamente, in percentuale, sono molto più alte (si parla addirittura del 90%).

Tumore al seno: come si scopre

Sebbene la presenza di un tumore al seno resti solitamente silente e asintomatica per moltissimo tempo, va detto che un modo per scoprire l'eventuale presenza di un tumore al seno c'è, ed è rappresentato da quella che gli esperti definito auto-palpazione. A tal fine è importante conoscere bene in proprio corpo e il proprio seno, riuscendo così a riconoscere immediatamente ogni più piccolo cambiamento.

Il cambiamento, anche impercettibile, che diventa una spia d'allarme

Il primo campanello d'allarme che può essere la spia della presenza di un tumore al seno è rappresentato dalla presenza di un nodulo dalle dimensioni variabili. Solitamente non fa male neanche se toccato, ma di solito è palpabile e a volte, quando le sue dimensioni sono ragguardevoli, è persino visibile. Nel 50% circa dei casi di tumore al seno, il nodulo va a formarsi nella parte superiore ed esterna della mammella interessata, ovvero nei pressi dell'ascella.

Altri campanelli d'allarme

Oltre alla presenza di un nodulo, altre spie del fatto che qualcosa non va sono rappresentate dalle alterazioni dei capezzoli. Questa parti sensibili e molto visibili del seno, infatti, possono presentare cambiamenti più o meno allarmanti: possono infatti cominciare a perdere liquido, ritrarsi o al contrario farsi più sporgenti del solito. Anche la pelle può cambiare, soprattutto al tatto, indurendosi o diventando eccessivamente sensibile.

Quando recarsi da un medico specialista

Va detto che, presi singolarmente o anche in un quadro più complesso, tutti quanti questi cambiamenti delle mammelle che possono rappresentare un campanello d'allarme, non sempre sono sinonimo di tumore al seno di tipo maligno. Può anche trattarsi di noduli benigni che vanno semplicemente tenuti sotto controllo, ma questo non toglie che vadano prontamente segnalati al proprio medico di riferimento.

Il fattore età nell'insorgere del tumore al seno

L'attenzione nei confronti del proprio seno e di eventuali alterazioni come quelle che abbiamo riportato dovrebbe aumentare man mano che si va avanti con gli anni, anche perché non è affatto scontato che la patologia presenti sintomi evidenti. A volte resta silente fino all'ultimo stadio, e per questo motivo dopo i 40 è bene sottoporsi a visita senologica annuale.

Migliorare l’abbronzatura: 5 consigli

20/06/2018
da Gian Antonio Basso

L’estate è alle porte e con la bella stagione arriva anche la voglia di un’abbronzatura dorata e splendente. Una pelle luminosa con un tocco di colore migliora l’aspetto e la salute, facendoci sentire più belli e rafforzando la nostra autostima. Una bella abbronzatura deve seguire delle regole precise, così da non mettere a rischio inutilmente la nostra salute e fare in modo che la pelle rimanga dorata in modo uniforme e più a lungo. Per migliorare l’abbronzatura ci sono quindi dei suggerimenti semplici da ricordare, perfetti per proteggere la nostra epidermide e nello stesso tempo potenziare al massimo l’esposizione al sole. Ecco i cinque consigli per migliorare l’abbronzatura.


La giusta idratazione

Considerando che la pelle è il nostro organo più grande e che la sua composizione consiste per il 70% di acqua, capiamo bene quanto la giusta idratazione sia fondamentale. Se, quindi, bere almeno un paio di litri di acqua al giorno è un segreto di bellezza da seguire quotidianamente, durante la bella stagione diventa un vero e proprio diktat se vogliamo potenziare gli effetti del sole sulla nostra pelle. Un’epidermide idratata conserva pienamente la sua elasticità e risponde meglio agli effetti della luce solare, senza il rischio di seccarsi e invecchiare. Bene quindi applicare i filtri solari adeguati, magari non chimici ma minerali e quindi naturali, meglio ancora bere il più possibile durante la giornata e, a fine giornata, idratare la pelle con una crema ad hoc. In questo modo avremo la scorta necessaria di acqua e ossigeno di cui la nostra epidermide ha bisogno godendo di tutta la bellezza naturale di un’abbronzatura sana e luminosa

L’alimentazione corretta

Un’abbronzatura passa anche attraverso l’alimentazione corretta, che può favorire e proteggere la doratura della nostra pelle in modo naturale andando a stimolare efficacemente la melanina. Ci sono infatti diversi alimenti con questa proprietà, a cominciare dalle famose carote. I cosiddetti "carotenoidi" sono degli elementi che aiutano a preservare la pelle dal rischio di eventuali scottature e a proteggerla dai danni causati dal sole. Di betacarotene sono ricchi anche cibi come i pomodori, la verdura verde, le albicocche e le mandorle. Assieme a questo elemento è bene anche fare il pieno di antiossidanti così da tutelare la giovinezza naturale dell’epidermide, attraverso la frutta e soprattutto i kiwi, il melograno e i frutti rossi.

Esfoliare la pelle

Sembra un controsenso ma anche l’esfoliazione va considerata come uno dei 5 consigli d’oro per migliorare l’abbronzatura. Eliminare le cellule morte e risvegliare la naturale luminosità della nostra epidermide è fondamentale per stimolare un’abbronzatura più splendente e genuina possibile. Perfetto quindi lo scrub da effettuare a casa anche una volta alla settimana prima di andare al mare, per preparare la pelle in modo perfetto.

L’importanza dei filtri solari

I filtri solari sono un altro strumento fondamentale per un’abbronzatura perfetta. Per fortuna la convinzione che applicare un filtro solare impedisca di abbronzarsi è da considerarsi ormai superata e sostituita dall’idea che la protezione solare sia uno strumento prezioso contro patologie molto serie come i tumori della pelle. Il consiglio è di dosare la protezione a seconda del tipo di pelle e dell’esposizione solare. Durante i primi giorni al sole, sarà quindi meglio utilizzare una protezione mediamente alta, da abbassare via via a patto che la pelle non sia particolarmente delicata o soggetta ad acne ed eritemi solari.

L’esposizione intelligente

Infine, il quinto e ultimo consiglio è di scegliere sempre un’esposizione solare intelligente, ovvero graduale nel tempo e nei giorni. Cominciamo con piccole dosi, così da non scatenare effetti nefasti di una spiacevole scorpacciata di sole e quindi scottature ed eritemi solari. Solo così avremo un’abbronzatura duratura e bellissima per tutta l’estate.