​Benessere dei capelli

13/12/2017
da Farmacia Basso

La salute dei capelli passa attraverso buone abitudini e pratiche quotidiane. Con il passare degli anni, i capelli tendono ad assottigliarsi, spezzarsi con una certa facilità e a diventare più spenti e opachi. Come fare allora per mantenere la propria chioma sempre in perfetta salute? Ecco qualche buon suggerimento per il benessere dei capelli.


Alimentazione equilibrata

Può sembrare non direttamente collegata ai capelli, ma in realtà l’alimentazione è un fattore determinante per il benessere dei capelli. Siamo ciò che mangiamo e questo è vero anche per la nostra chioma. Una dieta equilibrata, ricca di verdura e frutta di stagione e, al contrario, povera di alimenti troppo grassi o complessi, aiuterà senz’altro a mantenere giovane la propria chioma e a contrastare l’invecchiamento cutaneo. L’ideale è puntare sui super-alimenti, ovvero quelli ricchi di acidi grassi omega 3, vitamine, zinco e proteine, tutti elementi che nutrono i capelli.

Beauty routine ad hoc

Anche i capelli hanno bisogno della giusta beauty routine. Questo significa che sarebbe meglio evitare di trattarli con prodotti chimici, non eccedere con tinture, stiraggi o permanenti. Ma anche nella cura quotidiana vanno osservate alcune buone pratiche: innanzitutto non lavare i capelli troppo spesso, scegliere prodotti mirati per le proprie esigenze e procedere a un’asciugatura delicata.

Il pieno di vitamina H

La vitamina H è miracolosa per il benessere dei capelli, oggi nota anche come biotina, questo ingrediente è presente nelle uova, nei formaggi e nei lamponi. Da tenere a mente che si può anche optare per degli integratori ricchi di vitamina H così da aiutare dall’interno la chioma a rinforzarsi, soprattutto nei momenti più delicati e critici come il cambio di stagione. Questa vitamina è utilissima per restituire volume e spessore ai capelli assottigliati e sfibrati.

La giusta protezione dal sole

Un’abitudine da osservare soprattutto d’estate, ma non solo. Proteggersi dai raggi UV è fondamentale non solo per la pelle, ma anche per il cuoio capelluto e la chioma. Il sole, purtroppo, stimola l’invecchiamento, rendendo anche i capelli più spenti, secchi e sottili. Quando ci si trova all’aperto, quindi, è opportuno utilizzare dei prodotti ad hoc per riparare i capelli dai danni dei raggi UB.

L’importanza della natura

La natura viene sempre in soccorso quando si parla di salute, anche nel caso del benessere dei capelli. Questo vuol dire cercare di vivere sempre in equilibrio con lei, magari preferendo l’asciugatura al naturale d’estate, quando è possibile, evitando il più possibile di sottoporre la chioma a trattamenti troppo aggressivi e innaturali. Anche l’utilizzo di prodotti naturali è perfetto, ad esempio l’olio di mandorle dolci aiuta la chioma a ritrovare la loro naturale luminosità e dà un nutrimento molto profondo. Chiaramente, nel caso in cui si abbiano dei capelli molto grassi, cercare di risciacquare sempre accuratamente i capelli dopo questo trattamento, oppure applicare appena qualche goccia. Essere in equilibrio con la natura vuol dire anche, però, cercare di trovare il proprio modo, personale e unico, di stare bene, capelli compresi. Yoga, meditazione, uso di prodotti naturali, sono solo degli strumenti a disposizione per migliorare il proprio stato d’animo e quindi anche la propria salute.

​La verdura che fa bene alla salute: combattere l'ipertensione con il cibo

06/12/2017
da Farmacia Basso

L'ipertensione è un problema molto comune nel mondo moderno. Essa è una condizione costante dell'organismo, che spesso non porta a conseguenze visibili, ma può causare problemi ai reni, al metabolismo, al cuore, e può portare all'infarto o all'ictus. Questi effetti ci dicono che il problema diventa visibile solo quando è già conclamato. Per questo bisogna monitorare costantemente il proprio corpo, l'ipertensione è un problema di elevata pressione del sangue arterioso, che porta il cuore a dover lavorare di più. Presa per tempo, questa malattia può essere 'curata' e debellata cambiando semplicemente dieta e stile di vita. Vediamo come.


Cosa no
Uno dei fattori di rischio più comuni è l'eccessivo utilizzo del sale da cucina, che per gli ipertesi deve essere assolutamente evitato. Di rimando, bisogna eliminare dalla propria dieta tutto ciò che contiene sale aggiunto, quindi il condimento, il sale nell'acqua della pasta, le carni affumicate, i formaggi stagionati e la frutta secca.

Cosa sì
Ovviamente, come per una qualunque dieta che si rispetti, frutta e verdura sono fondamentali per l'organismo. In generale, è meglio far uso di acidi grassi polinsaturi, sia di origine vegetale, che di origine animale, come possono essere i pesci azzurri, in particolare la sardina e lo sgombro. Per quanto riguarda l'alcol, è sconsigliato abusarne, ma è permesso bere un paio di bicchieri di vino rosso, quotidianamente.

Basta la sola dieta?
Purtroppo, però, come al solito, bastasse solo limitarsi un po' sul cibo ed evitare talune leccornie, sarebbe tutto più facile. Invece, ahinoi, dobbiamo informarvi che per avere dei veri risultati circa la cura dell'ipertensione, bisogna fare attività fisica, almeno tre volte a settimana. La scienza ha dimostrato che l'ipertensione cala bruscamente quando a una dieta sana ed equilibrata si affianca un'attività fisica costante, perché tutto ciò fa bene alla pressione sanguigna.

Conclusioni
Ricapitolando, essendo l'ipertensione un problema di eccessiva pressione arteriosa, è bene monitorare quanto più spesso il proprio sangue, specialmente perché è un malanno che mostra cause latenti, non esplicite. A quel punto, poi, concordare col dottore di fiducia la dieta migliore per il problema specifico, ricordandosi sempre di evitare il sale da cucina e in generale il sodio non contenuto naturalmente nei prodotti, dando la precedenza ad elementi ricchi di acqua e vitamine, come la frutta e la verdura. Tutto questo deve essere corroborato da una strenua attività fisica, che può variare dallo sport alla camminata veloce.

Seguendo queste direttive, l'ipertensione sarà solo un problema marginale nella vostra vita e ci saranno meno probabilità che vi causi gravi problemi al cuore o agli organi vitali, come i reni. Uno stile di vita sano è la base per una condotta di vita tranquilla.

Meningite: cause e sintomi

29/11/2017
da Farmacia Basso
La stampa riferisce relativamente spesso di casi di meningite, soprattutto nelle scuole, usando a volte toni allarmistici come se si trattasse del preludio a un'epidemia. In realtà in Occidente la diffusione della meningite non ha caratteristiche epidemiche, ma è il risultato perlopiù sporadico di un'infezione che può essere provocata da una moltitudine di agenti patogeni.

Che cos'è la meningite e da che cosa è provocata
Come dice il nome, la meningite e un'infiammazione delle meningi, sottili membrane che proteggono l'encefalo (il cervello nel suo insieme) e il midollo spinale. Tale infiammazione può essere provocata da virus o da batteri o, meno spesso, da funghi. In rarissimi casi può avere cause endogene, come una malattia tumorale o autoimmune o un'intossicazione da farmaci.

Come si riconosce
I sintomi evidenti della meningite sono quattro: fortissimi mal di testa, febbre altissima, stato confusionale e rigidità del collo. Può essere difficile da diagnosticare immediatamente perché tali segnali sono comuni a moltissime altre malattie tra cui l'infuenza. Anche altri sintomi come l'intolleranza alla luce e ai suoni sono frequenti in situazioni febbrili. Già con i primi due sintomi è comunque sempre opportuno chiedere l'intervento del medico che potrà escludere o meno la presenza di una meningite.

Come si diffonde la meningite
Va premesso che, come per qualsiasi situazione infiammatoria, la meningite può presentarsi in forme che vanno da quella acuta a quella cronica, e può anche essere presente senza che la persona accusi alcun disturbo. Per la diffusione è necessario uno strettissimo contatto fisico con la persona infetta e/o la condivisione di spazi con persone infette che hanno una scarsa igiene personale (la meningite di origine virale si diffonde soprattutto attraverso le feci). Per questo motivo la meningite si presenta spesso in situazioni sociali promiscue eterogenee, come le scuole o le caserme. Anche se la sua diffusione può per esempio avvenire attraverso le goccioline di saliva di uno starnuto, la sua contagiosità è molto meno forte di quella di un raffreddore.

Come si previene e si cura la meningite
Se non curata, la meningite porta spesso alla morte. Quella di tipo batterico è particolarmente feroce nelle persone giovanissime e anziane (mortalità di circa il 20% dei casi). In tutti i tipi di meningite, virale, batterica o fungina, la terapia principale è antibiotica, da somministrare ancor prima dell'evidenza clinica data dalle analisi: la tempestività della cura è fondamentale, da cui la necessità di allertare subito il medico ai primi sospetti. Le persone che vivono vicino ai malati, per esempio nella stessa casa, non sono di solito a rischio di contagio, comunque le autorità sanitarie solitamente consigliano loro una profilassi antibiotica.

I vaccini

In linea di massima uno stile di vita basato su semplici criteri di igiene personale e ridotta promiscuità è consigliabile come profilassi atta a mantenere bassa la diffusione di questa malattia. Un vaccino universale contro tutte le cause di meningite non esiste, tuttavia in molti Paesi tra cui l'Italia è diventata obbligatoria la vaccinazione contro due tipi di meningococco (un batterio) responsabili dell'80% dei casi.

Dieta in menopausa

22/11/2017
da Farmacia Basso

La menopausa è una fase molto delicata nella vita di una donna, accompagnata spesso da molti cambiamenti sia dal punto di vista fisico che emotivo. In genere, poi, gli squilibri ormonali causati dalla menopausa portano con sé una serie di disturbi fastidiosi, come gonfiore, la stanchezza cronica, le vampate di calore, una certa irritabilità, l'insonnia, ma anche l'aumento del peso. Proprio per questo è importante farsi trovare pronte a questo momento, a cominciare dall'alimentazione. Vediamo, allora, come la dieta in menopausa aiuti a contrastare in modo molto efficace quei problemini che questa fase porta con sé di solito.


La dieta in menopausa, le premesse

Considerando che spesso la menopausa regala qualche chilo in più, proprio a causa di un diverso metabolismo basale scatenato dagli ormoni, la dieta rappresenta uno strumento prezioso sia per mantenersi in forma, sia per cercare di conservare un buon livello di benessere psico-fisico. Cosa mangiare allora? Innanzitutto, sarà opportuno tarare la dieta in menopausa su un apporto di calorie giornaliero sempre adeguato, magari facendosi consigliare da un nutrizionista o comunque tenendo presente il dispendio energetico. D'altro canto, è importante anche badare molto a quello che si mangia, sia in termini di qualità che di tipologia di alimenti. Spazio al cibo sano e salutare, da evitare il cibo grasso, quello troppo ricco di zuccheri, e troppo complesso.

Attenzione ai carboidrati

Se è vero che con l'arrivo della menopausa, arrivano anche i chili in più, attenzione agli zuccheri e quindi anche ai carboidrati. Per ridurre la glicemia nel sangue sarà importante scegliere accuratamente gli alimenti che si mangiano. Non si dovrà di certo rinunciare ai carboidrati, essenziale nell'apporto di energia psico-fisica, ma contenerli e variarne la qualità: meglio allora il riso alla pasta, meglio le farine integrali a quelle raffinate. Perfetti anche i cereali. Se poi al primo si aggiunge sempre anche della buona verdura di stagione, si può dormire tranquille.

La verdura è preziosa

Fare una buona scorta di vitamine e sali minerali è molto importante, soprattutto in menopausa. Sarà meglio, quindi, arricchire la dieta con verdure, ortaggi e frutta di stagione, ingredienti preziosi anche per proteggersi da molte patologie. In particolare, tra le verdure, ce ne sono alcune particolarmente utili all'organismo femminile, come i broccoli, i cavoli e le verze per le loro grandi proprietà nutritive. Inoltre, contengono il sulforafano, un elemento che protegge dai tumori intestinali. Sono anche molto ricchi di vitamina C e acido folico, oltre che di fibre e di potassio. Sarà meglio cuocerli al vapore, così da mantenere tutte le vitamine.

La frutta come fonte di giovinezza

Come dicevamo, anche la frutta è molto importante e ci sono degli ingredienti particolarmente preziosi per proteggere dall'invecchiamento e fare il pieno di vitamine. Un vero elisir di giovinezza è rappresentato ad esempio dai frutti di bosco e, soprattutto, dai mirtilli. Questi frutti proteggono infatti il microcircolo, aiutando soprattutto chi soffre di vene varicose, disturbi circolatori e fragilità capillare. Anche il melograno è un toccasana. Una vera miniera di antiossidanti, i flavonoidi, che contrastano la formazione dei radicali liberi. Molto ricco anche di vitamine, tra cui la A, la C, la E e anche quelle del gruppo B.

I liquidi alleati di bellezza

Anche bere molto aiuta durante la menopausa, soprattutto per contrastare il gonfiore e la ritenzione idrica. L'acqua è sempre una delle migliori amiche delle donne, perché aiuta la circolazione, ma anche la depurazione del fegato e della pelle, ma ci sono anche altre bevande da tenere in considerazione per le loro proprietà benefiche. Ad esempio il tè verde, grazie agli antiossidanti che contiene e alle catechine, delle sostanze che riattivano il metabolismo rallentato proprio dalla menopausa. L'ideale sarebbero tre tazze di tè verde al giorno, magari con un po' di limone e un pizzico di zenzero.

I rimedi naturali da inserire nella dieta

Infine, nella dieta in menopausa sarà bene anche introdurre quegli alimenti capaci di aiutare il corpo e l'organismo in modo del tutto naturale. I fitoestrogeni, ad esempio, in questa fase della vita di una donna sono essenziali, dei veri e propri estrogeni naturali, importantissimi per tenere sotto controllo proprio i disturbi legati alla menopausa. Alcuni studi scientifici hanno anche dimostrato che i fitoestrogeni proteggerebbero anche da patologie tumorali e cardiovascolari. Dove li troviamo? Nella soia e nei suoi derivati, nei cereali integrali, ma anche in alcune spezi e nei semi di lino e in quelli di sesamo.

​Insonnia autunnale: come combatterla naturalmente

15/11/2017
da Farmacia Basso

L’autunno è spesso accompagnato da fastidiosi disturbi, come la fatica a prendere sonno, la tendenza a svegliarsi di frequente durante la notte e, di conseguenza, una certa stanchezza cronica durante la giornata. L’insonnia è purtroppo un problema piuttosto frequente nella stagione autunnale, in genere di natura transitoria, che non va sottovalutato, per evitare spiacevoli rischi per la propria salute, tra cui la scarsa concentrazione, una certa sonnolenza, ma anche stati di ansia e di irritabilità. Cosa fare allora? Esistono delle buone abitudini, accompagnate da semplici rimedi naturali con cui combatterla e prevenirla. Vediamo quali sono.


Le cause dell’insonnia autunnale

In genere tra le cause dei disturbi del sonno stagionali, c’è la diminuzione della luce solare. Una volta che le giornate si accorciano, abbiamo più ore di buio e i livelli di serotonina presenti nel nostro corpo vengono condizionati negativamente. Questo significa che il cosiddetto ormone del buonumore va a incidere anche sul ritmo naturale del sonno e della veglia. Dormire poco e male, tuttavia, crea una seria di reazioni a catena fisiologiche che sarebbe meglio evitare.

Le buone abitudini

Tra le buone abitudini per combattere l’insonnia autunnale ci sono quelle alimentari. Sarebbe meglio, cioè, consumare cibi che contengano triptofano, ovvero un precursore della serotonina, che si trova ad esempio nei cereali integrali, ma anche nei legumi, nei latticini e nel cacao. L’ideale è anche fare il pieno di magnesio e potassio, elementi che ci aiutano a sentirci bene mentalmente e fisicamente. Mangiare pasti regolari aiuta il riposo, ricordando di non esagerare mai a cena, così da facilitare la digestione.

I rimedi naturali

Tisane e oli essenziali ci vengono in aiuto per curare i disturbi del sonno della stagione autunnale, favorendo il relax e il buon riposo notturno. Esistono molte piante note per le loro virtù rilassanti, tra queste la più popolare è senza dubbio la camomilla, perfetta per ogni età nelle dosi indicate. Anche il tiglio ha un forte potere calmante, così come il biancospino che calma i battiti del cuore e rilassa, l’iperico è più adatto se l’insonnia è accompagnata da stati di ansia. Ancora, la valeriana è indicata nel caso in cui la camomilla sia troppo soft, senza però esagerare se non si vuole dormire troppo. Viene comunque considerato il rimedio più diffuso contro l’insonnia, una sorta di tranquillante naturale che abbassa anche il livello di stress. La melissa è un antispasmodico utile anche per rilassare l’intestino, mentre la passiflora calma le palpitazioni. Anche gli oli essenziali sono preziosi, magari da utilizzare in un diffusore di aromi in camera da letto o nei bruciatori di essenze. Perfetti quelli di lavanda, camomilla, sandalo e bergamotto. Anche la Verbena è perfetta, perché va ad agire sul’umore e ha anche un benefico effetto anti-stress, facilitando il sonno. L'essenza di Gelsomino ha proprietà sedative e calmanti e va ad agire direttamente sul sistema nervoso. Il Bergamotto, sicuramente più fresco, tende ad alleviare gli stati di tensione e le ansie. Infine, la Maggiorana va a combattere l'ansia che impedisce magari un buon sonno, e il Sandalo tende a calmare la mente rilassando prima del sonno.

Donare il sangue: i requisiti necessari e dove farlo

08/11/2017
da Farmacia Basso

1. INTRODUZIONE


Gli ospedali, ogni giorno, necessitano di sangue per poter intervenire in occasione di traumi, incidenti, procedure chirurgiche, trapianti d'organo, anemie croniche e molto altro.
Donare il sangue è un gesto altruistico che può salvare la vita del prossimo, ma è anche un modo per monitorare periodicamente il proprio stato di salute.

2. COME SI DIVENTA DONATORI ED IN COSA CONSISTE LA DONAZIONE

Chi vuole diventare donatore deve prima sottoporsi ad un accurato controllo medico ed a esami di laboratorio.
La donazione prevede che il soggetto (donatore) si sottoponga ad un semplice prelievo di sangue che viene poi trasferito ad un'altra persona (ricevente).


3. QUALI TIPOLOGIE DI DONAZIONE ESISTONO

Si possono donare il sangue intero (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine), ma anche le sue singole componenti.
La plasmaferesi prevede la donazione del plasma, mentre la piastrinoaferesi quella delle piastrine.


4. REQUISITI NECESSARI PER LA DONAZIONE DEL SANGUE

I requisiti necessari per la donazione sono: età compresa tra i 18 e i 65 anni, peso superiore ai 50 Kg, buono stato di salute, assenza di patologie croniche ed infezioni, 50-100 battiti/minuto, pressione sistolica tra 110 e 180 mmHg e diastolica tra 60 e 100 mmHg.


5. CHI NON PUÒ DIVENTARE DONATORE

Non possono diventare donatori di sangue coloro che hanno contratto l'AIDS, l'epatite virale C o B e la sifilide: queste patologie possono trasmettersi da donatore a ricevente. Sono, inoltre, escluse le persone affette da disturbi cardiovascolari e coloro che abusano di stupefacenti e sostanze alcoliche.

6. CONTROINDICAZIONI DELLA DONAZIONE

La donazione è controindicata alle donne in stato interessante, alle puerpere ed a tutte quelle persone che: seguono regolare terapia farmacologica, si sottopongono frequentemente a procedure chirurgiche e sono state recentemente in zone tropicali.


7. QUANTO TEMPO DEVE PASSARE TRA UNA DONAZIONE ED UN'ALTRA

Gli uomini possono donare sangue intero quattro volte l'anno, le donne in età fertile due.
Tra una donazione e l'altra devono trascorrere minimo novanta giorni.
L'intervallo di tempo che deve intercorrere tra due plasmaferesi è pari a quattordici giorni, mentre per la piastrinoaferesi sono necessari sessanta giorni.

8. DOVE BISOGNA RECARSI PER DONARE IL SANGUE

La donazione può essere effettuata presso i centri trasfusionali delle strutture ospedaliere o presso i punti di raccolta sangue delle diverse associazioni: AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATES. Per maggiori informazioni si possono consultare le relative pagine web.

Denti bianchi: i nostri consigli per un sorriso perfetto

25/10/2017
da Farmacia Basso

Denti bianchi: come avere un sorriso perfetto
I denti rappresentano indubbiamente una parte estremamente importante del viso in quanto contribuiscono ad accentuare (oppure a diminuire) la bellezza di una persona. I denti inoltre costituiscono un biglietto da visita non trascurabile in quanto danno una prima impressione alle persone che si hanno di fronte. È per tale motivo dunque che avere dei denti sani, forti e belli è un elemento che non bisogna sicuramente sottovalutare. Riuscire in questo intento potrebbe sembrare per alcuni un'operazione senz'altro complicata ma in realtà non è affatto così: non è infatti necessario spendere delle cifre esorbitanti dal dentista per prendersi cura del proprio sorriso. Quello che bisogna fare infatti è solamente seguire alcuni semplici accorgimenti.

Cosa fare per non far ingiallire i denti
Per poter avere i denti bianchi e sani come quelli delle star bisogna tenere in considerazione alcune regole fondamentali che, per quanto possano essere banali, risultano essere estremamente importanti. Innanzitutto bisogna eseguire una corretta igiene orale che comprende una pulizia dei denti almeno tre volte al giorno o comunque dopo ogni pasto principale. Importantissimo è lavarsi i denti prima di andare a letto per evitare che batteri e altre sostanze penetrino all'interno del cavo orale. Chi vuole avere un sorriso perfetto dovrebbe anche evitare di fumare: le sigarette infatti a lungo andare tendono ad ingiallire i denti e a renderli spenti. Pertanto smettere di fumare potrebbe essere non solo un modo per pensare alla propria salute fisica ma anche a quella dei propri denti. Oltre alle sigarette però ci sono anche determinate tipologie di alimenti che andrebbero assolutamente evitare in quanto tendono ad ingiallire i denti e a rovinarne lo smalto. Tra questi ci sono sicuramente la soia, il caffè, il tè, l'aceto balsamico, il curry e i frutti di bosco. Per quanto riguarda le bevande, se proprio non si può farne a meno, è possibile utilizzare una semplice cannuccia.

Come ottenere denti più bianchi e belli

Per avere dei denti più bianchi e brillanti non ci sono soltanto delle cose da evitare ma anche delle azioni da compiere. Vi sono infatti dei prodotti che che se utilizzati nel modo corretto aiutano a sbiancare i denti. Un metodo molto semplice e casalingo consiste nel fare dei gargarismi utilizzando una miscela di acqua e aceto di mele. Anche il limone costituisce un ottimo sbiancante. se strofinato sulla parte interessata infatti riesce ad eliminare le eventuali macchie presenti. Bisogna però prestare la massima attenzione in questi casi in quanto il limone è un alimento molto acido che potrebbe a lungo andare danneggiare lo smalto. Un altro metodo davvero efficace è quello di adoperare l'olio di oliva oppure il bicarbonato di sodio: anche questi due prodotti se strofinati sui denti aiutano molto lo sbiancamento. I cibi invece che mantengono i denti bianchi e che non bisogna aver paura di consumare sono le fragole, le mele, le carote, il sedano, le mandorle, le noci, le nocciole e tutta la frutta secca.

Non solo zucchero: anche il sale aumenta il rischio di diabete

18/10/2017
da Farmacia Basso

Cos'è il diabete

Tra le malattie più temute e largamente diffuse nel mondo vi è il diabete il cui nome corretto è diabete mellito. È un disturbo metabolico legato ad una insufficiente quantità di insulina, un ormone prodotto dal pancreas. Il problema può tuttavia risiedere nell'organismo che manifesta scarsa sensibilità all'ormone stesso.

Chi può esserne colpito
Si tratta di una patologia estremamente insidiosa che colpisce individui di ogni sesso ed età, perfino i bambini. Negli ultimi 40 anni il numero di chi ne è affetto è aumentato in modo esponenziale. I soggetti a rischio sono comunque gli over 70 e gli obesi.

I tipi di diabete
La comunità scientifica individua 3 diversi tipi di diabete: diabete di tipo 1, diabete di tipo 2 e diabete gestazionale. I soggetti affetti da questa patologia presentano un livello di glicemia che supera i livelli considerati nella norma. Ciò vuol dire che la concentrazione di glucosio presente nel sangue, ossia gli zuccheri, è eccessiva.

Le complicanze
Questa patologia genera conseguenze serie per la salute e il benessere, frequentemente infatti possono svilupparsi problemi cardiovascolari, nonché alterazioni dei piccoli vasi arteriosi che spesso colpiscono i reni, la retina e perfino i nervi.

Cure per il diabete
Il rimedio farmacologico per combattere il diabete è la somministrazione di insulina. Tuttavia, quando la patologia non si presenta in forma aggressiva, è possibile mantenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue mediante una dieta sana e bilanciata.

Lo zucchero e il sale
Si può facilmente comprendere che l'alimentazione riveste un ruolo molto importante nel controllo del diabete. È noto che chi ne soffre deve assumere meno zuccheri possibile proprio per le difficoltà di smaltimento. Recenti studi dimostrano che anche il sale è nemico del diabete.

Il sale e il diabete
Oggi si consuma molto più sale di quanto ne serva all'organismo. A fronte di un fabbisogno giornaliero compreso tra 4/5 g. in media se ne consumano 15 o 16 per una semplice questione di gusto. Il consumo eccessivo di sale aumenta il rischio di ipertensione arteriosa a danno del sistema cardiovascolare. In un soggetto diabetico l'ipertensione favorisce il già complicato quadro delle malattie cardiovascolari, esponendo lo stesso a tutta una serie di complicanze.

Il sale può favorire il diabete
Inoltre un recente studio condotto da un equipe di ricercatori a Stoccolma, i cui risultati sono stati presentati a Lisbona, ha evidenziato come l'assunzione eccessiva di sale, in particolare modo di sodio, favorisca l'insorgenza del diabete specie di tipo 2. Probabilmente per la sua azione di favore nei confronti dell'ipertensione arteriosa e dell'incremento di peso.

Il pericolo di 1 grammo di sale
I ricercatori hanno concluso che per ogni grammo di sale consumato giornalmente in eccesso, il pericolo di sviluppare il diabete tipo 2 aumenta di oltre il 40%. Il rischio quadruplica nei soggetti geneticamente predisposti.

Un consumo moderato di sale

Il sale comunemente consumato è cloruro di sodio. Un consumo limitato di sale favorisce livelli regolari di pressione arteriosa e questo diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari, un insieme di elementi che risultano benefici per i soggetti diabetici, migliorando lo stato di salute e riducendo il rischio di sviluppare complicanze.

Cervicale: 4 esercizi per eliminare il dolore

11/10/2017
da Farmacia Basso

La cervicalgia o dolore cervicale è un problema complesso, piuttosto comune nella popolazione occidentale. Ne soffrono, senza distinzioni, entrambi i sessi e può comparire anche in giovane età. Dopo il mal di schiena è la seconda patologia dolorosa per frequenza e comprende tutti i disturbi a carico del tratto cervicale. Si manifesta con un insieme di sintomi diversi e svariate possono essere le cause.


Tratto cervicale

Il tratto cervicale è composto da sette vertebre che sorreggono la testa ed è uno dei punti più sensibili e vulnerabili del corpo umano. Il tratto cervicale consente il movimento del capo, nello specifico, la rotazione, la flessione e l'estensione.

I sintomi della cervicalgia

Il dolore nella zona cervicale è il sintomo principale e può irradiarsi anche alle spalle, alle braccia e alle mani. Possono associarsi altri disturbi, come nausea, vertigini, cefalee, emicranie, intorpidimenti e formicoli a mani e dita, disturbi della vista e ronzii alle orecchie.

Le cause della sindrome cervicale

Essendo una sindrome complessa le cause del disturbo cervicale sono molteplici. Ma, sostanzialmente, si prova dolore al collo quando i muscoli sono irrigiditi e in tensione eccessiva. Questo eccesso di tensione può essere dovuto ad errori posturali, ad un sovraccarico sulla regione cervicale dovuto ad attività fisiche o sportive, alla sedentarietà prolungata, a contratture dovute a stress emotivo ed ansia. Anche patologie come discopatie, ernie, spondilosi o traumi come pregressi colpi di frusta, possono essere all'origine del dolore cervicale. In ogni caso, però, la distensione e il rilassamento dei muscoli cervicali è essenziale per allentare la tensione ed alleviare il dolore.
Di seguito elenchiamo quattro esercizi.

Esercizi per eliminare il dolore cervicale

- Flessione anteriore e laterale della testa, utile per cefalea muscolo tensiva e contrattura muscolare. Seduti, con la schiena dritta si avvicina la testa allo sterno, piegandola in avanti, molto lentamente, per 10 volte. Di seguito, si appoggia la mano destra sulla tempia sinistra e si piega la testa da un lato, cercando di avvicinare la testa all'orecchio e mantenendo la posizione per qualche secondo. Questa sequenza va ripetuta 10 volte a destra e 10 volte a sinistra.

- Rotazione del rachide cervicale: si gira la testa da un lato provando a portare il mento in linea sulla spalla. Si ripete lentamente l'esercizio 10 volte per lato. Le spalle devono essere rilassate.

- Stretching per spalle e scapole. In posizione seduta e con la schiena dritta, si uniscono le mani dietro la testa all'altezza della nuca e con un movimento dolce si portano in avanti i gomiti come se si volesse unirli. Questo esercizio va ripetuto 10 volte.

- Flettere lentamente il collo a destra e con la mano destra afferrare il polso del braccio sinistro allungando leggermente in modo da creare una leggera tensione. Mantenere la posizione per qualche secondo e successivamente cambiare lato. Ripetere 5 volte.

Tutti gli esercizi vanno eseguiti dolcemente, senza forzature inutili che possono rivelarsi addirittura dannose e naturalmente andrebbero praticati ogni giorno con costanza per poterne sperimentare gli effetti benefici.

Ipertensione: la prevenzione comincia sulla bilancia

04/10/2017
da Farmacia Basso

1. INTRODUZIONE


L'ipertensione è un disturbo, molto comune, che affligge individui di entrambi i sessi e nelle donne, spesso, compare con la menopausa.
Esistono diverse terapie farmacologiche, ma la prima cura si fonda su un regime alimentare corretto ed uno stile di vita sano.

2. CHE COS'È L'IPERTENSIONE

L'ipertensione arteriosa non è una malattia vera e propria, ma espone il soggetto a possibili patologie cardiocircolatorie.
La pressione sanguigna può essere bassa, normale ed alta; in un soggetto iperteso i valori sono superiori a 140/90 mmHg.

3. IPERTENSIONE PRIMARIA E SECONDARIA

Il 95% dei soggetti ipertesi soffre di ipertensione primaria non imputabile a cause specifiche. Il restante 5% è colpito da una forma secondaria dovuta a patologie pregresse a carico del muscolo cardiaco, dei reni, dei surreni e dei vasi sanguigni.


4. LA SINTOMATOLOGIA

L'ipertensione, molto spesso, è un disturbo silente: il soggetto si adegua a valori pressori sempre più alti e non riferisce sintomi specifici.
Alcune persone lamentano: cefalea, vertigini, disturbi alla vista, ronzii alle orecchie e emoraggie dal naso.


5. LA GIUSTA DIETA PER CHI SOFFRE DI IPERTENSIONE

I soggetti ipertesi devono consumare: peperoncino, cereali integrali, legumi, frutta secca e fresca, pesce, verdura e cioccolato fondente con alta percentuale di cacao. Quest'ultimo contiene i flavonoidi che promuovono la dilatazione dei vasi sanguigni, contribuendo a mantenere bassa la pressione.


6. IL RUOLO DELLA VERDURA E DELLA FRUTTA

Questi due alimenti sono, particolarmente, utili: favoriscono l'eliminazione dei radicali liberi, responsabili dei danni a carico dei vasi sanguigni e contengono potassio, utile per far abbassare la pressione arteriosa.

7. RIDURRE IL CONSUMO DI SALE

Un eccessivo consumo di sale fornisce all'organismo un apporto elevato di sodio e ciò può determinare un aumento dei valori pressori.
La dose di sale da cucina consentita, secondo le linee guida dettate dall'OMS, si aggira intorno ai 5 grammi ( corrispondenti a 2 grammi di sodio).


8. QUALI SONO I CIBI DA BANDIRE

Tra gli alimenti assolutamente sconsigliati vi sono: la liquirizia che fa trattanere i liquidi ed è responsabile dell'aumento della pressione, il caffè che contiene sostanze cha fanno stringere i vasi sanguigni e tutti i cibi ricchi di sale.


9. L'IMPORTANZA DI UN STILE DI VITA SANO

Uno stile di vita sano contrasta, infine, l'ipertensione arteriosa; per questo motivo è importante: mantenere il peso forma, limitare il consumo di alcolici, tenere a bada lo stress, abolire il fumo e praticare attività fisica costante.

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