Celiachia: come diagnosticarla e quali sono i sintomi

20/02/2019
da Gian Antonio Basso

La celiachia, malattia causata dall'intolleranza al glutine, solo in Italia, colpisce più di 500 mila individui. Definita ormai la malattia sociale, nel momento n cui viene diagnosticata, l'unica terapia da intraprendere è quella di una dieta priva di alimenti che contengano glutine come dolci, pane, birra e altri. Una ricerca approfondita ha dimostrato che la celiachia colpisce per la stragrande maggioranza le donne, infatti risultano essere il doppio rispetto agli uomini.


La diagnosi della celiachia

Grazie ai progressi fatti in medicina, diagnosticare la celiachia adesso è diventato molto più semplice e veloce. I test che vengono eseguiti sul paziente sono molto più sensibili e con un semplice prelievo di sangue chiamato Breath Test e, l'esame delle fec,i si può ottenere la quasi certezza di essere affetti da celiachia per poi avere la conferma definitiva con una biopsia attraverso l'esofago gastro duedeno scopia.


Come avviene la biopsia

La biopsia consiste nel prelevare un piccolo pezzo di intestino tenue per poi essere analizzato al microscopio. Le biopsie effettuate sono doppie, eseguite a distanza di un anno per controllare che ci sia stato miglioramento con la dieta priva di glutine.


Cosa non fare prima degli esami

E molto importante che il paziente prima di sottoporsi agli esami non cambi assolutamente la sua alimentazione abitudinaria. Se dovesse farlo, gli esiti degli esami potrebbero risultare negativi e risultare immune nonostante la malattia.


Non sottovalutare i lievi sintomi

La celiachia è una malattia che si può manifestare in segni lievi e, molto spesso si convive con essa senza che l'individuo se ne accorga. È questo il motivo per cui viene divisa in diverse tipologie a seconda dei sintomi che si manifestano.


I sintomi più comuni della celiachia

I sintomi più comuni sono l'anemia, l'osteoporosi, cefalee e debolezza , diarrea crampi, colite e gonfiore addominale. La celiachia deve essere diagnosticata in tempo perché con il tempo potrebbe far insorgere problemi piuttosto gravi soprattutto in giovane età.


La celiachia e la predisposizione genetica

La celiachia viene fuori solo su soggetti geneticamente predisposti. Se un individuo si nutre con cibi privi di glutine, il rischio di insorgenza sarà molto basso. Se in famiglia ci sono parenti celiaci, il rischio di esserne affetto è molto più alto.


La celiachia e la confusione con altre malattie

In età adulta la celiachia si confonde con altre malattie, infatti per dare una diagnosi certa è fondamentale sottoporsi a numerose visite. Il numero degli italiani che convivono con la celiachia senza sapere di averla è in netto aumento, infatti, sono più di 300 mila.

Fermenti lattici: cosa sono, differenze tra prebiotici/probiotici e tra quest ultimo e i fermenti lattici

13/02/2019
da Gian Antonio Basso

Cosa sono i fermenti lattici

I fermenti lattici sono tutti quei microorganismi in grado di metabolizzare lo zucchero più abbondante e importante del latte: il lattosio. Tra tutti questi microorganismi, però, solo alcuni sono in grado di svolgere funzioni metaboliche utili per l'organismo umano e sono proprio questi quelli che devono essere assunti periodicamente.

La differenza tra probiotici e prebiotici
Troppo spesso questi due termini vengono confusi o addirittura considerati sinonimi, ma non è assolutamente così. I probiotici sono, infatti, dei microorganismi che rafforzano le difese immunitarie dell'organismo, mentre i prebiotici sono delle fibre alimentari che favoriscono ed ampliano gli effetti positivi dei fermenti lattici.

Nello specifico: i probiotici
I probiotici sono tutti quei microorganismi che riequilibrano la flora intestinale, principale responsabile del buon funzionamento del sistema immunitario e dell'apparato cardiocircolatorio. Vi sono dei fattori che possono ostacolare la loro azione positiva, come delle abitudini alimentari non corrette o l'assunzione di anticoncezionali per via orale o di antibiotici.

Nello specifico: i prebiotici
I prebiotici sono rappresentati dalla fibra alimentare, naturalmente presente in molti alimenti di origine vegetale, come barbabietole, cipolle, pomodori, carciofi, aglio.... Bisogna però evitare di eccedere nel consumo di questi cibi perchè si potrebbero avere effetti collaterali negativi come flatulenza, dissenteria o crampi all'apparato digerente.

Come potenziare l'azione di probiotici e prebiotici
E' molto semplice potenziare l'azione positiva di probiotici e prebiotici semplicemente assumendo cibi ricchi di vitamine, omega 3 e sali minerali.

I probiotici più importanti: i fermenti lattici
I fermenti lattici sono i probiotici più importanti, conosciuti ed utilizzati. Una volta ingeriti, sono in grado di raggiungere l'intestino rimanendo vivi e vitali, perciò sono in grado di ostacolare la crescita di batteri patogeni dell'apparato digerente.

Altre importanti funzioni dei fermnti lattici
Una volta ingeriti, i fermenti lattici sono anche in grado sintetizzare la vitamina k e la biotina oltre che partecipare alla degradazione e putrefazione di alcuni residui della digestione che, tra l'altro, se rimanessero inalterati, sarebbero responsabili del fastidioso problema della flatulenza.

Due vantaggi ancora oggetto di studio
Recenti studi vogliono anche sottolineare come l'azione positiva dei fermenti lattici possa essere ricollegata anche alla loro capacità di ridurre il colesterolo sanguigno e le allergie alimentari.

Quali sono i principali fermenti lattici
I principali fermenti lattici sono il Lactobacillus acidophilus, il Lactobacillus caseie il Bifidusbacterium.

L'assunzione corretta dei fermenti lattici

Per massimizzare gli effetti positivi dell'assunzione dei fermenti lattici si consiglia di prenderli quotidianamente in cicli di almeno due settimane durante i cambi di stagione o di alimentazione, in fasi di particolare stress, quando l'intestino è pigro, si assumono particolari farmaci come gli antibiotici o quando il sistema immunitario risulta debilitato. Infine, sono un valido aiuto per contrastare le infezioni da candida e, in generale, la debolezza e il senso di spossatezza.

Sangue dal naso: come fermare l’epistassi

06/02/2019
da Gian Antonio Basso

La fuoriuscita di sangue dal naso nota con il termine scientifico di epistassi, è una fastidiosa condizione che si manifesta spesso in bambini ed adulti ma non è pericolosa. A tale proposito, ecco una serie di utili consigli su come fermare o prevenire l’insorgere di tale inconveniente.


I bambini sono soggetti a frequenti fuoriuscite di sangue dal naso molto più spesso degli adulti. In genere il fenomeno si manifesta a causa dell'irritazione della membrana nasale o a seguito di un trauma mentre giocano.

Quando gli adulti invece perdono sangue dal naso, potrebbe esserci un problema più grave. In tal caso è opportuno informare subito il proprio medico, specie se l’epistassi si è verificata in assenza di traumi.

Premesso ciò, il primo intervento di pronto soccorso fai da te consiste nell’abbassare la testa in avanti e non all’indietro come erroneamente viene consigliato dalle mamme.

Il motivo di tale inclinazione è spiegabile dal fatto che il sangue ha bisogno di andare da qualche parte, e se il paziente si appoggia o si sdraia molto probabilmente andrà giù per la gola.

Il sangue potrebbe successivamente entrare nella trachea causando un'ostruzione delle vie aeree, o andare nello stomaco irritandone il rivestimento protettivo e causandone il vomito improvviso.

Usare le dita per fermare l’epistassi
Per fermare un'emorragia c'è un modo giusto per farlo; infatti, non bisogna soltanto stringere le narici per tenerle chiuse, ma le dita dovrebbero interessare l’osso del setto nasale ed il suo tessuto cartilagineo.

Agendo in tal modo i vasi sanguigni presenti nella membrana nasale si possono schiacciare contro le pareti del setto favorendo l’interruzione o il rallentamento del flusso sanguigno, e consentendo la formazione di un coagulo atto a fermare l'emorragia in corso.

Applicare del ghiaccio sul naso sanguinante
Un altro funzionale metodo per fermare l’epistassi in tempi relativamente brevi, consiste nel posizionare del ghiaccio prelevato dal freezer o un impacco chimico acquistato in farmacia che è già pronto per l’uso.

Per una corretta applicazione bisogna adagiare i cubetti o la sacca sul setto nasale in modo da restringere i vasi sanguigni, e aiutare a fermare la fuoriuscita di sangue.

Dopo che l'emorragia è stata bloccata, non bisogna soffiare il naso per evitare che il processo di sanguinamento ricominci daccapo.

Se tuttavia l’epistassi non si interrompe dopo il secondo o il terzo tentativo (da 15 a 20 minuti di applicazione del ghiaccio), è il momento di consultare un medico.

Prevenire e curare l’epistassi
Il sangue dal naso che fuoriesce spesso salvo problemi gravi legati alla pressione arteriosa, in molti adulti si manifesta poiché si tratta di soggetti predisposti.

Se infatti, ad esempio vivono in ambienti piuttosto secchi e a contatto con polveri irritanti, è importante sapere che tali condizioni ambientali possono favorire la congestione nasale e la conseguente rottura dei capillari.

A margine di questa guida è doveroso sottolineare che per prevenire e curare l’epistassi esistono oggi delle pomate di origine animale i cui grassi contengono delle sostanze coagulanti, che possono bloccare immediatamente il sanguinamento delle narici specie quando si è fuori casa.

Sbalzi di temperatura, come comportarsi?

30/01/2019
da Gian Antonio Basso

Le stagioni non sono più come una volta. Questa potrebbe sembrare una frase fatta ma racchiude una grande realtà: A bruschi innalzamenti di tempertura possono seguire repentini cali e viceversa.
Questi sbalzi di temperatura sono molto pericolosi, perchè sono tra le più comuni cause di sinusiti, tonsilliti, raffreddori e influenze.
Come comportarsi in modo da non ammalarsi? Vediamo innanzitutto le cause che possono portare al verificarsi di questi sbalzi.

Clima.

Poco fa abbiamo parlato delle stagioni. Qualche decennio fa gli inverni erano rigidi e le estati calde. Oggi il vecchio continente risente sempre di più del cosidetto clima tropicale. Le estati sono imprevedibili: Giornate afose e umide lasciano il posto nel giro di poche ore a vento e pioggia.
In inverno le temperature sono bassissime al mattino e quasi primaverili di giorno.
Questa repentina escurione termica costringe il nostro fisico ad una continua regolazione della temperatura corporea. Lo stress al quale è sottoposto l'organismo porta l'individio ad ammalarsi.

Sbalzi.
Un'altra causa è riconducibile agli sbalzi che il corpo deve sopportare passando da un ambiente caldo ad uno freddo e viceversa.
In inverno questo può verificarsi entrando ed uscendo da uffici, palestre e centri commerciali dove generalmente le temperature vengono tenute parecchio alte rispetto all'esterno.
In estate lo stesso schema si ripete con l'aria condizionata, onnipresente nelle noste auto, in casa e nei locali commerciali.

Soluzioni?
Esistono delle soluzioni per evitare che il nostro corpo perda la sua preziosa termoregolazione? La risposta sì. Siccome non possiamo controllare gli eventi atmosferici e nemmeno regolare la temperatura di tutti i locali che frequentiamo, dobbiamo intervenire sul nostro comportamento adottando delle strategia di difesa.

Strategia N.1 : Vestiti a strati.

L'abbigliamento cosidetto "a Cipolla" ci viene in aiuto. Vestirsi a strati ci permetterà di spogliarci e rivestirci in base alle circostanze. Il giusto abbigliamento non ci farà arrivare mai al punto di sudare.

Strategia n.2: Mantieni sane abitudini.
Ebbene sì. Anche se può sembrare strano, mantenere sane abitudini permette al nostro fisico di rimanere in equilibrio e questo lo aiuterà a tenere duro in caso di sbalzi.
Le sane abitudini consistono nel fare pasti leggeri e sani bevendo molta acqua, fare attività fisica regolare e concedersi un buon riposo notturno.

Dove ne avete il controllo, cercate sempre di regolare la temperatura degli ambienti in modo che non siano troppo caldi d'inverno (provocherebbe secchezza alla gola e alle vie respiratorie) o troppo freddi d'estate.
Questi accorgimenti ridurranno il rischio di shock termici che potrebbero portarvi ad ammalarvi.

Cosa mangiare prima e dopo l’allenamento

23/01/2019
da Gian Antonio Basso

L'anno nuovo porta da sempre con sè la voglia di proporsi nuovi obiettivi. Uno dei più comuni è sicuramente quello di aumentare l'attività fisica e migliorare la propria alimentazione.
Innanzitutto è indispensabile riservare regolarmente ogni settimana del tempo da dedicare ad allenamenti mirati. Una volta definiti i momenti riservati all'attività fisica ci si potrebbe chiedere:
Quali sono gli alimenti più indicati da consumare pre e post workout?

Prima dell'allenamento

Prima di iniziare una sessione intensa di attività fisica è sempre consigliato consumare pasti leggeri e dall'elevato contenuto energetico. Queste due caratteristiche renderanno l'allenamento più produttivo e meno faticoso.
Via libera quindi a carboidrati non raffinati e proteine. Volete qualche esempio?
Petto di pollo e riso integrale garantiranno un ottimo introito energetico ma poco calorico.
Ottimi anche i frullati con aggiunta di crusca d'avena. Pollice in sù anche per i formaggi magri e le bevande proteiche. Come frutta sono ottime le banane, che contengono un'elevata quantità di potassio e carboidrati.
Se ti alleni in pausa pranzo via libera al classico ma sempre buono panino con prosciutto crudo (carboidrati e proteine).
Se scegli la mattina come momento migliore per il tuo allenamento, ti consigliamo uno yogurt con frutta, fette biscottate e marmellata.
Come regola generale, sarebbe bene mangiare almeno un'ora e mezza prima di iniziare e il pasto dovrebbe contenere indicativamente 300 calorie.


Dopo l'allenamento

Per fissare i risultati ottenuti, è indispensabile astenersi da carboidrati e zuccheri.
In linea di massima, il pasto perfetto include proteine e verdure. Qualche esempio?
uova ( che aiutano il corpo e i muscoli a recuperare le energie), pesce (il salmone nello specifico è ottimo perchè è ricco di omega 3 e acidi grassi indispensabili per il recupero) e carne accompagnate da insalata.
Un consiglio? prediligi proteine di qualità. Cerca di consumare alimenti proteici Biologici. Integra con proteine vegetali come legumi, avocado e frutta secca.

Esiste una cosa che va bene consumare sia prima che durante che dopo l'allenamento. Sapete quale è? L'acqua !!
Bere molto prima della sessione di training permette uno stato di idratazione ottimale indispensabile per gestire lo sforzo al quale il corpo sarà sottoposto.
Durante la sudorazione, è inoltre molto importante rimpiazzare l'acqua persa e questo lo si fa bevendo.
Dopo l'allenamento idratarsi permetterà al fisico di riprendersi e riequilibrarsi. Non bere a sufficienza infatti, soprattuto nella fase post workput fa sentire intorpiditi e deboli.

Mani e piedi freddi: cause e rimedi

16/01/2019
da Farmacia Basso

Avere sempre mani e piedi freddi in genere è causato dalla diminuzione del flusso sanguigno agli arti. I nostri corpi infatti li mantengono caldi sfruttando proprio il calore generato dal sangue, che dal cuore si estende verso le braccia fino alla punta delle dita e dalle gambe ai piedi.


L’afflusso della giusta quantità di sangue alle mani e ai piedi, consente di averli più caldi e con un aspetto naturale tendente al roseo. Per conoscere le principali cause che comportano la diminuzione del flusso sanguigno ai suddetti arti, è fondamentale eseguire un’analisi dettagliata del corpo umano.

Infatti, il sangue che scorre nelle nostre mani e nei piedi attraversa due arterie ovvero quella radiale e l'ulnare, che causano una sensibile diminuzione di calore dovuta in genere alla loro vasocostrizione.

Nel corpo umano inoltre attorno a tutte le principali arterie che si restringono automaticamente per ridurre o aumentare il flusso sanguigno ci sono i muscoli, che consentono al corpo stesso di inviare più sangue e calore agli organi critici come il cuore, i polmoni e il cervello, riducendo temporaneamente il flusso di sangue a mani e piedi.

I sintomi ad essi correlati si verificano a seguito di vasocostrizione quando cioè i suddetti muscoli esercitano una pressione sulle arterie per troppo tempo, il che tende a far diminuire il flusso sanguigno.

In tal caso se le punte delle dita di entrambi gli arti assumono una tonalità bluastra il processo viene chiamato cianosi. Quando le dita si riscaldano di nuovo, l'aumento del flusso sanguigno comporta una variazione del colore della pelle che diventa rossa, ma con conseguenti fastidiosi gonfiori e dolori.

Le altre cause delle mani e dei piedi freddi
Se la perdita di flusso sanguigno agli arti principali del corpo umano si verifica ripetutamente, può causare ulcere della pelle e dei tessuti. In genere questo fenomeno si manifesta in presenza di vaso-occlusione in cui uno o più vasi sanguigni delle mani o dei piedi si bloccano.

Quando i suddetti arti si presentano frequentemente freddi, è opportuno consultare uno specialista che vi aiuterà a determinare se avete una malattia, o se la causa della stessa è circoscritta proprio ai vasi sanguigni e a patologie ad esse legate.

I migliori rimedi per mani e piedi freddi
Oggi per arginare il problema esistono anche dei trattamenti fai da te semplici e molto efficaci, come ad esempio una corretta igiene e cura della pelle, indossare un abbigliamento protettivo caldo e nel contempo smettere di fumare poiché è provato che la nicotina tende ad ostruire i vasi sanguigni.

Tra gli altri accorgimenti che possono rivelarsi utili per rimediare a mani e piedi freddi, va aggiunto che l'attività motoria facilita non poco l'operazione.

In tal caso della ginnastica in casa con attrezzi, un pò di jogging quotidiano oppure una semplice passeggiata sono adatti proprio per consentire al sangue di scorrere nelle arterie in modo corretto.

Dal punto di vista strettamente chirurgico va altresì aggiunto che nei casi più gravi (previo consiglio medico), si può intervenire con iniezioni a base di steroidi che rappresentano la soluzione migliore per ottemperare a questa patologia.

Bimbi digitali: come insegnare ai nostri figli a sfruttarne le potenzialità e a difendersi dai pericoli

12/12/2018
da Gian Antonio Basso

L'intelligenza dei bambini è un fermento di idee e capacità incredibili che, li porta ad essere spesso super attivi e pronti ad utilizzare qualsiasi dispositivo digitale, senza tante premure o problemi. Queste potenzialità vanno sfruttate moderatamente per evitare danni futuri, a volte anche irreparabili. Per evitare questi spiacevoli inconvenienti, tutti i genitori dovrebbero seguire dei piccoli consigli, per permettere ai piccoli di gestire il mondo digitale con cautela e costanza, sfruttando solo le potenzialità dei modelli tecnologici. Solo in questo modo, impareranno a dosare bene nel loro futuro comportamenti che altrimenti, potrebbero ledere i loro rapporti personali.


Dosare bene il tempo di utilizzo

La prima regola da seguire è quella del tempo di utilizzo. Tenere tra le mani lo strumento digitale per il tempo necessario è fondamentale perché a lungo andare,potrebbe diventare una vera e propria dipendenza.


Selezionare accuratamente i contenuti

Scegliere accuratamente i contenuti a cui il bambino deve accedere e mettendo dei blocchi su quelli che si pensano possano essere pericolosi. In questo modo si potrà essere sicuri che sta guardando solo ciò che è adatto per la sua età.


Spiegare ai bambini contenuti adatti a loro

I bambini possono vedere involontariamente contenuti da adulti come scene di cronaca e quindi fare qualche domanda. I genitori con calma devono spiegare e raccontare cosa è successo in quell'immagine o video.


Il genitore deve essere di buon esempio

Il buono esempio dell'uso del digitale devono darlo proprio i genitori. Farsi vedere dai piccoli sempre attaccati al cellulare non è positivo per bambini. Quel troppo tempo trascorso con lo smartphone in mano, si può dedicare a giocare con i bambini.


Non censurare nulla ai bambini

Se il bambino fa delle domande su qualcosa che ha visto, evitare di censurare ma rispondergli con i giusti toni. Imparerà a capire lentamente che tutto ciò che vede non è fatto solo del suo mondo, ma c'è molto altro al di fuori.


Invogliare il bambino a dedicarsi ad altro

Invogliare il bambino a fare altra attività lo porterà ad innamorarsi di altre passioni e forse, metterà da parte il digitale. Sfogliare un libro e magari leggerlo con lui è un'attività che a lungo andare darà dei risultati molto soddisfacenti.


Informarsi per spegnere una situazione incontrollabile

Purtroppo si può creare una dipendenza totale del bambino per il digitale. Se il genitore non riesce a gestire la situazione, è bene che si informi per risolvere. In libreria si trovano tanti libri che affrontano e analizzano le tematiche principali di questo problema. Un'accurata lettura porterà sicuramente ad un buon punto di riflessione per tutta la famiglia.

Omega 3: ecco perché assumerli ogni giorno

05/12/2018
da Gian Antonio Basso

COSA SONO GLI OMEGA 3


Gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi, nonchè sostanze nutritive ed energetiche che, per le loro proprietà benefiche, risultano indispensabili per l'organismo.


Infatti, queste molecole appartenenti al gruppo dei lipidi che, delineati da catene carboniose, originano strutture più complesse, come i monogliceridi e i trigliceri, servono per prevenire molteplici patologie come l'Alzheimer, le dermatiti, la psoriasi, l'arteriosclerosi, la depressione, l'autismo, la schizofrenia, il diabete, il cancro, le problematiche a carico degli stati infiammatori, del sistema cardiovascolare e del metabolismo osseo.


Sono, inoltre estremamente importanti perchè contribuiscono al benessere delle ossa, del cervello e del cuore, considerando che quel che finora si è delineato riescono ad apportarlo tramite un'alimentazione sana ed equilibrata che, pur essendo ricca dei nutrienti di cui si sta argomentando e presenti nei mezzi di sussistenza decisi nella dieta, spesso dev'essere coadiuvata da integratori specifici.


ALIMENTI CHE CONTENGONO OMEGA 3


Sono tanti gli alimenti che contengono una buona quantità di Omega 3 e tra questi si può considerare il pesce azzurro, soprattutto se proviene da mari freddi, come lo sgombro, il salmone, il tonno e le aringhe.

Anche tante cibarie vegetali, come le noci, le verdure a foglia verde, le alghe e i semi di lino, sono un'eccellente fonte di questi acidi grassi essenziali che devono essere introdotti necessariamente, specialmente nel caso in cui si adotta una dieta vegana o vegetariana.


PERCHE' ASSUMERE GIORNALMENTE OMEGA 3


Come si è ben sottolineato inizialmente gli Omega 3 sono eccellenti nutrienti, utili per far funzionare perfettamente l'organismo.


Si consiglia di assumerli giornalmente perchè, come si è scritto inizialmente, nel primo paragrafo, servono per prevenire diverse malattie che possono insorgere a chiunque che grazie l'apporto quotidiano degli acidi grassi polinsaturi essenziali, difatti eviterebbe di ammalarsi.


Gli Omega 3 si devono apportare quotidianamente, tramite una dieta corretta ed integratori ad hoc, perchè bilanciano i livelli del LDL (colesterolo cattivo) e quelli del HDL (colesterolo buono), stabiliscono valori bassi dei trigliceridi, salvaguardano il cervello e migliorano la memoria.

Gli acidi grassi polinsaturi essenziali bisogna assolutamente assumerli ogni giorno se si è in stato di gravidanza dato che in tal caso, servono per favorire lo sviluppo della vista e delle capacità cognitive del nascituro e migliorano le difese immunitarie della mamma.

E' importante sapere che la fornitura giornaliera di quel che si sta argomentando aiuta straordinariamente l'organismo perchè favorisce la prevenzione delle manifestazioni patologiche infiammatorie, tutela le articolazioni e le ossa, imposta un'equilibrata e sana struttura della cute, mantenendola più a lungo giovane e rende i capelli particolarmente lucenti e forti.


COME EVITARE LE CARENZE NUTRIZIONALI?


Per evitare le carenze nutrizionali è fondamentale bilanciare perfettamente l'apporto di Omega 3 e Omega 6, considerando che il fabbisogno giornaliero di Omega 3 è in media di 3 grammi.

Per poter ottenere tutti i benefici ben delineati durante la stesura, bisogna organizzare un'alimentazione bilanciata e sana e consumare circa 3 porzioni a settimana di pesce azzurro, tenendo conto che chi è vegetariano o vegano deve garantirsi l'apporto di questi acidi grassi importanti tramite fonti vegetali di Omega 3.

E' bene sapere che l'assimilazione di quel che è oggetto d'argomento è facilitata dalla diminuzione di consumo di oli ricchi di Omega 6, come gli oli di semi di mais o di girasole che si devono il più mpossibile rimpiazzare con l'olio extravergine di oliva.


Menopausa: come riequilibrare i ritmi ormonali

28/11/2018
da Gian Antonio Basso

Cosa succede quando c'è la menopausa?


la menopausa rappresenta un periodo fondamentale per la donna e può essere anche definito come la fine del momento fertile della donna, di conseguenza ci sono anche determinati avvenimenti importanti della vita che portano ad affrontare il problema in modo non molto leggero.

Il fenomeno è di tipo fisiologico causato principalmente dallo sbilanciamento ormonale femminile, sull'alternanza degli estrogeni e protesici. Sono ormoni che rassicurano l'affluenza regolare del ciclo.

Con l'aumento dell'età si ha una diminuzione del funzionamento degli ormoni. Proprio per questo motivo è importante trattare i sintomi ormonali in tempo, per poi poterli curare.


I sintomi


I sintomi sono in primis l'irregolarità del ciclo e che inizia a diminuire fino a scomparire completamente.

Di conseguenza gli ultimi periodi i cicli possono essere dolorosi e variabili, con una variazione anche nella durata. Ci saranno differenti sbalzi ormonali ed indebolimento dei cicli ovarici come le vampate di calore, sudorazione, palpitazioni, astemia, ansia, irritabilità ed insonnia.

La donna durante questo periodo diventa anche molto più nervosa e suscettibile del solito.

I disturbi si presentano anche nel tratto urogenitale come prurito, secchezza, bruciore e dolore durante i rapporti.

Anche la pelle cambierà e diventerà più secca e meno elastica rispetto ad una volta, quindi ci sarà un invecchiamento più precoce con comparsa di rughe.

Tutti questi disturbi citati sono causati dalla cessazione del funzionamento ormonale.


Piante curative per la menopausa


- "Kudzu": è una pianta che in genere viene utilizzata nella medicina cinese. Per le sue proprietà migliora la menopausa che contribuisce a migliorare la mineralizzazione delle ossa e la "ricostruzione" dei tessuti.

Inoltre, ha un effetto protettivo per la microcircolazione, riducendo la "pressione sanguigna" e regolando le "palpitazioni".

- "Verbena": in genere questa tipologia di pianta viene utilizzata per ridurre lo stress e l'ansia. Agisce sul sistema nervoso endocrino ed ormonale grazie alla sua funzione che riequilibra gli ormoni.

- "Trifoglio rosso": è una pianta ricca di "isoflavoni". Per chi non lo sapesse gli isoflavoni sono simili agli ormoni femminili, proprio per questo motivo possono portare innumerevoli benefici alle donne in menopausa.

- "Diosconea": pianta di origine dell'America Centrale, viene ottenuto l'estratto che non è altro un "precursore" del progesterone. Quest'ultimo è molto simile all'ormone umano e non provoca effetti indesiderati dopo l'assunzione. Grazie al progesterone aiuta a migliorare i tessuti, diminuisce le vampate di calore, migliora notevolmente sia la pelle che le mucose, diminuisce l'invecchiamento della pelle.

- "Angelica Sinesis": anche questa pianta è utilizzata nella medicina cinese. Viene utilizzata principalmente per il trattamento dei disturbi ginecologici. Il suo effetto è quello di migliorare lo squilibrio ormonale. Le sue funzioni sono quelle di diminuire i sintomi della menopausa, diminuire gli sbalzi di pressione, emicrania e le contrazioni uterine. Ma è anche utile per diminuire gli spasmi muscolari, l'insonnia e la mancanza di energia.


Consigli


In menopausa è facile prendere facilmente peso, proprio per questo motivo bisogna ridurre l'utilizzo dei carboidrati. Se per un mese ridurrai l'utilizzo dei derivati del grano vedrai un notevole miglioramento nel corpo. Ti sentirai più energica e ci sarà un equilibrio del tuo corpo.

Prenditi un pò di sole, la vitamina D è importante per le ossa.

"Fai sport, muoviti, balla. Mantieniti attiva, il tuo corpo ti ringrazierà".

Tumore: 10 cibi che ti aiutano a tenerlo lontano

24/10/2018
da Gian Antonio Basso

Quello che mangi può influire drasticamente su molti aspetti della tua salute, incluso il rischio di sviluppare malattie cardiache, diabete e cancro. Molti alimenti contengono componenti benefici in grado di prevenire e ridurre la crescita del cancro. Vediamo quali sono i 10 cibi che ti aiutano a tenere lontano il tumore.

Broccoli

I broccoli contengono un composto vegetale con proprietà antitumorali, il sulforafano. Alcuni studi condotti su animali e in provetta hanno dimostrato che il sulforafano è in grado di causare la morte delle cellule tumorali e di ridurre le dimensioni del cancro. Un maggior consumo di verdure crocifere, come i broccoli, viene associato a un minor rischio di contrarre un tumore del colon-retto.

Carote

Alcuni studi hanno confermato che mangiare carote fa diminuire il pericolo di ammalarsi di cancro allo stomaco. Non solo, ma il beta-carotene restringe le possibilità di contrarre un tumore alla prostata, ai polmoni e allo stomaco. Si consiglia di aggiungere qualche volta a settimana le carote nella dieta come spuntino o contorno.

Fagioli

I fagioli contengono molte fibre, che possono proteggere contro il cancro del colon-retto. Studi condotti sugli animali e sull'uomo hanno scoperto che assumendo una maggiore quantità di fagioli, potrebbe ridurre il rischio di tumori del colon-retto.

Cannella

La cannella ha la capacità di ridurre lo zucchero nel sangue e alleviare le infiammazioni. Alcuni studi su animali hanno rilevato che può contribuire a bloccare la diffusione delle cellule tumorali. E' sufficiente includere un cucchiaino di cannella nella dieta per prevenire il cancro e apportare tanti benefici alla salute.

Noci

Consumare regolarmente una piccola dose di noci a giorno, argina il rischio di tumore del colon-retto, dell'endometrio, del pancreas. Inoltre riduce dell'80% il tasso di crescita delle cellule tumorali al seno.

Curcuma

La curcuma è una spezia, il suo principio attivo la curcumina ha effetti antinfiammatori, antiossidanti e antitumorali. Uno studio condotto su 44 pazienti con lesioni nel colon con probabilità di trasformarsi in tumori, ha provato che dopo aver consumato per 30 giorni 4 grammi di curcuma quotidianamente, le lesioni si riducevano del 40%.

Agrumi

Assumere agrumi come arance, limoni, pompelmi e lime diminuiscono il rischio di sviluppare tumori del tratto digestivo e delle vie respiratorie. Alcuni studi hanno rilevato che consumare tre porzioni settimanali di agrumi riducono il rischio di cancro al pancreas e allo stomaco.

Semi di lino

I semi di lino sono ricchi di fibre e grassi salutari. Alcune ricerche hanno dimostrato che aiutano a ridurre la crescita del cancro e a uccidere le cellule malate. I semi di lino consumati regolarmente diminuiscono la crescita del tumore al seno e alla prostata e al colon-retto. Basta aggiungere un cucchiaio di semi di lino alla dieta ogni giorno per trarne dei grandi benefici.

Pomodori

Il licopene presente nei pomodori ha proprietà antitumorali. Un utilizzo adeguato porterebbe a un ridotto rischio di cancro alla prostata. Ogni giorno bisognerebbe aggiungere alla dieta due porzioni di pomodori da mischiare alle insalate o da usare come salsa.

Aglio

Diversi studi su provetta hanno provato che l'allicina contenuta nell'aglio, assunta regolarmente, è in grado di uccidere le cellule tumorali e di contrastare differenti tipi di cancro che interesserebbero l'apparato digestivo, la prostata e il colon-retto.