La sigaretta elettronica: fa bene, fa male, cos’è, facciamo chiarezza

08/07/2019
da Andrea Benetti

Sono ormai diventate un vero e proprio oggetto di uso comune, anche se molti fumatori dichiarano che non è la stessa cosa. Stiamo parlando della sigaretta elettronica, che stanno cercando di sostituire la classica sigaretta nelle preferenze dei consumatori.

La domanda che molti però si pongono è se siano completamente innocue e se comportano qualche danno alla salute. Di seguito cercheremo di fare chiarezza sull'argomento.

L'evoluzione della sigaretta elettronica negli ultimi anni

Il primo lancio sul mercato di una sigaretta elettronica risale al 2003 in Cina, anche se sul mercato occidentale la sua diffusione è del 2006, quando un numero sempre crescente di fumatori ha iniziato ad utilizzarle in virtù della convinzione che il vapore generato dalla sigaretta elettronica fosse meno dannoso del fumo procurato dal tabacco. In realtà, recentemente sono stati effettuati diversi dibattiti sul tema, in quanto ci si pone il dubbio sulla pericolosità per la salute anche delle sigarette elettroniche. Uno dei più recenti è quello effettuato alla fine dello scorso anno dalla Public Health England, un ente governativo britannico, che ha evidenziato come i danni procurati dalle sigarette elettroniche siano effettivamente inferiori rispetto a quelli provocati dal fumo delle tradizionali sigarette e che, nel lungo periodo, favoriscano anche l'eliminazione del vizio del fumo.

Ma le sigarette fanno male o no?

Questa è probabilmente la domanda più difficile alla quale rispondere in quanto manca ancora una specifica letteratura sul tema, per cui risulta difficile poter fornire una risposta certa. Un elemento però che è possibile stabilire con certezza è che le sigarette elettronicohe non contenendo tabacco e carta al loro interno che, in seguito alla combustione, danno luogo a sostanze nocive. Infatti al loro interno è presente una particolare composizione liquida a base di acqua, glicole propilenico, glicerolo ed altri aromi, che viene inalato in forma di vapore. In alcuni casi, è possibile che sia presente anche un minimo contenuto di nicotina ma qualora non fosse presente, si aspirerà soltanto vapore aromatizzato.
In ogni caso, tutti gli studi e gli esami effettuati sulle sostanze che sono contenute all'interno del liquido, per rilevare la loro eventuale tossicità, sono abbastanza tranquillizzanti. In base agli esami eseguiti, gli unici rischi proverrebbero sal glicore propilenico e dalla glicerina che, in seguito alle temperature elevate necessarie per produrre vapore, potrebbero generare due sostanze potenzialmente cancerogene come la formaldeide e l'acetaldeide. Altri test di laboratorio eseguiti su ratti esposti per parecchio tempo al fumo passivo, hanno dato vita ad una mutazione genetica dei tessuti di reni e vescica, che potrebbero portare a delle formazioni tumorali.

Quello che è certo è che al momento non esistono certezze circa il fatto che le sigarette elettroniche non comportino rischi e che aiutino a smettere di fumare.

Vene varicose e inestetismi: cosa sono e quali rimedi attuare

26/06/2019
da Andrea Benetti


Uno dei principali problemi che affligge buona parte delle donne, ma anche degli uomini è rappresentato dalle vene vericose. Di seguito cercheremo di capire in cosa consistono e quali sono i possibili rimedi per contrastare la lo formazione e curarle in modo efficace.


Cosa sono le vene varicose

Dal punto di vista clinico, le vene varicose possono essere definite come una dilatazione della normale grandezza delle vene e si localizzano prevalentemente lungo gli arti inferiori, anche se possono essere presenti in altri parti del corpo. Le vene varicose presenano un tipico andamento tortuoso e appaiono molto evidenti alla vista rappresentando un vero e proprio inestetismo, specie per le donne.
Le cause che portano alla formazione delle vene varicose sono diverse e possono ricondursi ad un'insufficienza venosa, che rappresenta anche la principale causa della loro manifestazione, alla presenza di trombi, all'obesità, ad una insufficienza della pompa muscolare, allo scarso svolgimento di un'attività fisica con conseguente sedentarietà.
Anche se ci siamo soffermati sul problema estetico, in realtà la presenza di vene varicose molto spesso si accompagna anche ad altri sintomi quali caviglie gonfie, lieve e costante formicolio alle gambe, crampi muscolari, stanchezza e gonfiore diffuso a cosce e gambe nonché sensazione di freddo.
Tutto ciò rende necessario quindi affrontare il problema e cercare una cura per poter alleviare tutti i sintomi.

Come curare le vene varicose?

Le vene varicose possono essere curate sia con rimedi naturali che attraverso una terapia farmacologica.
Tra i rimedi naturali, la prima cosa da fare è quella di attuare uno stile di vita sano e regolare che permetta di diminuire il peso, attraverso una dieta equilibrata e una attività fisica costante. Nello specifico devono essere preferiti alimenti ricchi di vitamina C come kiwi, agrumi, peperoni, carote che permettono di aumentare la circolazione sanguigna. Inoltre, è consigliabile anche tenere per quanto possibile le gambe sollevate e utilizzare delle speciali calze, da acquistare in farmacie e negozi di parasanitaria, che effettuono una compressione graduata sugli arti sempre allo scopo di migliorare la circolazione del sangue. Alcuni centri specializzati permettono di alleviare i sintomi delle vene varicose, attraverso continui getti alternati di acqua calda e fredda.

Per quanto riguarda invece i rimedi farmacologici, in commercio sono disponibili diversi prodotti che permettono di ridurre il gonfiore e a limitare la fragilità capillare: solitamente si tratta di integratori il cui contenuto è a base di mirtillo, ippocastano e centella asiatica.

Rimedi naturali per il mal di testa

18/06/2019
da Andrea Benetti


Alcuni studi scientifici recentemente condotti con lo scopo di accertare il grado di diffusione del mal di testa fra la popolazione italiana, hanno consegnato risultati a dir poco stupefacenti.


Un italiano su cinque, infatti soffre di fastidiosi attacchi dolorosi al capo la cui natura rimane il più delle volte un mistero inspiegabile.

* Cos'è il mal di testa

Si tratta di una sindrome dolorosa localizzata alla testa di varia natura e di intensità variabile. Si può configurare come uno più episodi circoscritti nel tempo oppure può manifestarsi in modo ricorrente o cronico.

* Cause del mal di testa

I medici sono soliti distinguere in tre categorie differenti le numerosissime affezioni che possono colpire la testa:

1. Nevralgie
2. Cefalee primarie
3. Cefalee secondarie

Le nevralgie sono conseguenza di stati infiammatori che possono colpire i nervi del cranio, del viso o della zona cervicale.

Le cefalee primarie, invece, sono condizioni dolorose del capo non riconducibili ad altre patologie e non rilevabili tramite esami diagnostici. Ne sono un esempio tipico l'emicrania e la cefalea muscolo tensiva.

Le cefalee secondarie, invece, sono affezioni dolorose alla testa che trovano origine in altre patologie specifiche di cui rappresentano un sintomo ed una conseguenza. Ne sono un esempio comune il mal di testa dovuto a malattia da raffreddamento, sinusiti, disordini gastro intestinali, ipertensione fino a patologie vascolari o oncologiche.

Indipendentemente dalla sua causa, il mal di testa può essere causa di dolore di intensità variabile; non sono i rari i casi in cui la sintomatologia dolorosa è tanto forte da apparire invalidante.

Oltre alla terapia farmacologica vera e propria che generalmente è costituita dall'assunzione di farmaci anti infiammatori ed analgesici, è possibile contrastare le affezioni dolorose al capo in modo naturale.

* Rimedi naturali per il mal di testa

Poiché la causa che genera dolore al capo rimane il più delle volte misteriosa oppure è conseguenza di più fattori differenti che agiscono contemporaneamente, è consigliabile, in primo luogo, seguire uno stile di vita sano evitando eccessi e stravizi che possono scatenare episodi di cefalea anche intensa.

- L'importanza del riposo

Dormire bene per un tempo adeguato e svegliarsi riposati è già un buon punto di partenza; prestate attenzione alla temperatura della camera dal letto e alla qualità del cuscino.

- Evitate gli eccessi alimentari e alcolici

Autorevoli studiosi fanno rimarcare come i disordini gastro intestinali siano fra le cause primarie di mal di testa; intolleranze ed allergie alimentari sono deleterie e provocano fastidiosi mal di testa. Curate, dunque, l'alimentazione in modo da evitare i cibi che non tollerate. Prestate attenzione anche a mantenere il vostro corpo opportunamente idratato; evitate l'alcool che agisce come vasodilatatore e provoca affezioni dolorose alla testa.

- Via libera all'aroma terapia

Gli oli essenziali sono particolarmente efficaci per alleviare il mal di testa; un massaggio al capo con lavanda e menta è un'ottima soluzione per attenuare il problema

- Assumi integratori alimentari corretti

Recenti studi hanno evidenziato come le sintomatologie dolorose al capo siano conseguenza di carenze di magnesio; assumere integratori alimentari che vanno a riequilibrare questo importantissimo minerale rilassa e combatte il mal di testa.

Sono indicati anche integratori vitaminici e a base di acido folico.

- Prova l'agopuntura

- Impara a conoscere la medicina ajurvedica che attraverso il massaggio "abyanga" consente di riequilibrare le sostanze vitali presenti in ogni individuo e a combattere il mal di testa.

Sindrome da cambio di stagione: consigli e rimedi

13/06/2019
da Andrea Benetti

Irritabilità, insonnia ma soprattutto pigrizia e affaticamento sono tutti segnali della sindrome da cambio di stagione.

Denominata dagli scienziati SAD (Seasonal Affective Disorder), questa sindrome colpisce moltissime persone, con prevalenza donne, e può durare da una settimana anche fino ad un mese.

Tendenzialmente è più acuta nel passaggio dall'inverno alla primavera, ma spesso se ne risente anche dal passaggio dal clima caldo a quello freddo. Questi cambiamenti climatici comportano degli squilibri fisiologici al nostro corpo.

Sintomi della sindrome da cambio di stagione
I cambi di temperatura comportano dei malesseri e degli squilibri che vengono causati dagli ormoni soprattutto dalle alterazioni nel ciclo della melatonina.
Nel passaggio da inverno a primavera riscontreremo un abbassamento dei livelli di melatonina dovuti soprattutto all'allungamento delle giornate, viceversa tra estate e inverno ci sarà invece un innalzamento dei livelli a causa delle giornate più brevi.
Questo causa nel corpo quel senso di spossatezza e affaticamento che poi creano delle reazioni a catena portando anche insonnia e irritabilità. Nei cambi di stagione il corpo, per superare il malessere, ha bisogno di circa un mese per ritrovare i ritmi biologici ed adattarsi al nuovo clima.

Consigli e rimedi
Aiutare il corpo a prepararsi al cambio di stagione per affrontarlo al meglio è sicuramente il rimedio migliore. Infatti ci sono molti accorgimenti che possono contribuire a diminuire i sintomi e a velocizzare il processo di adattamento del corpo al nuovo clima.
Innanzitutto bisogna cercare di mantenere uno stile di vita sano e fare molto movimento. Una sana attività fisica aiuta a riattivarsi e oltre a tonificare il corpo è un valido alleato contro l'insonnia.
E', inoltre, consigliato di riposare almeno per otto ore cercando di mantenere un ritmo di sonno e sveglia costante anche durante i fine settimana.
L'alimentazione è un altro valido alleato contro la SAD. Bisogna evitare di mangiare eccessivi grassi o il cosiddetto junk food, ma prediligere alimenti energetici e vitaminici, soprattutto ricchi di potassio (quali banane, lenticchie, kiwi, ceci, ecc). E' essenziale anche idratarsi al meglio bevendo almeno un litro e mezzo, due di acqua al giorno.
Se si può bisogna anche concedersi qualche pausa in più magari, nella bella stagione, approfittando anche per stare all'aperto poiché il sole aiuta a secernere serotonina l'ormone del buonumore.
Anche a livello mentale bisogna cercare di esser più positivi evitando di lamentarsi eccessivamente.
Inoltre, all'occorrenza, è utile avvalersi anche di integratori sia energetici che per rinforzare il sistema immunitario sia in primavera che in inverno.

Bambini e SAD
E' importante sottolineare che anche i bambini possono soffrire di sindromi da cambio di stagione. Nel loro caso è più avvertito il passaggio dalla stagione estiva a quella invernale perché, avendo un sistema immunitario ancora in fase di sviluppo, tendono ad ammalarsi con frequenza.

E' molto importante capire che i cambiamenti climatici influiscono anche su di loro e aiutarli evitando di sovraccaricarli di attività e invogliandoli a mangiare tanta frutta e verdura. All'occorrenza esistono integratori, soprattutto per il rinforzo del sistema immunitario, adatti anche ai più piccoli.

10 consigli per addormentarsi e svegliarsi riposati

12/06/2019
da Andrea Benetti

Dormire bene e svegliarsi riposati è diventata una missione impossibile?

Ecco alcuni consigli che faranno in modo che il proprio sonno possa essere perfetto e il risveglio sia privo di sensazioni di fastidio o comunque che si senta stanchezza residua sia fisica che mentale.


Il riposo e il giusto numero di ore

Ogni persona ha un suo numero di ore ben preciso che consente di svegliarsi freschi e completamente riposati.
Questo significa semplicemente che bisogna dormire sempre lo stesso numero di ore affinché il corpo e la mente si abituino a quei ritmi e a quella quantità di sonno, evitando quindi che il risveglio possa essere traumatico.


Dormire in una camera buia

Dormire in una camera buia rappresenta sicuramente la migliore delle soluzioni per riposare perfettamente, dato che le distrazioni dovute dalla presenza di fonti di luce di vario genere saranno totalmente assenti.
Pertanto chiudere le tapparelle o gli sportelloni e spegnere la luce rendono il riposo notturno perfetto.


Il silenzio e il riposo notturno

Per addormentarsi e riposare in maniera perfetta occorre creare una stanza dove il silenzio sia sovrano e permetta di gustarsi quelle ore di sonno in totale relax.
Pertanto niente televisione accesa o altri rumori molesti se si vuole dormire serenamente e svegliarsi riposati al massimo.


Niente apparecchi elettronici accesi

Proprio collegandoci al silenzio è opportuno spegnere il telefono, televisione e altri apparecchi elettronici presenti nella stanza, affinché la qualità del sonno possa essere incrementata e non nascano delle situazioni che disturbano il proprio sonno.
Con l'assenza di strumenti elettronici accesi, il sonno sarà migliorato parecchio.


Il letto e il suo scopo principale

Affinché la propria mente associ il letto come il luogo dove si dorme, occorre sfruttare lo stesso solo ed esclusivamente per dormire o per consumare il rapporto col partner.
Evitando di mangiare, vedere i programmi televisivi e compiere altre azioni, tale associazione non farà che bene alla propria mente, che quindi assocerà appunto il letto solo al riposo.


Cena leggere per grandi dormite

Per riposare bene è sempre bene cenare leggeri affinché sia possibile evitare che la digestione possa impiegare troppo tempo e quindi disturbare la qualità del sonno.
Meglio un piatto di riso in bianco e un'insalata, che rappresentano le due tipologie di cibo ideali per cenare.


Evitare caffè e altre sostanze stimolanti

Ovviamente occorre evitare di bere bibite che hanno un'enorme quantità di zuccheri, caffeina o altre sostanze che stimolano il proprio corpo dato che, in questo caso, si rischierà semplicemente di sottoporre il proprio corpo e la mente a degli stimoli che potrebbero durate per tutta la notte e impedire il riposo corretto.


La lettura e il sonno

La lettura consiglia il sonno: qualora si abbia difficoltà nell'addormentarsi, basterà iniziare a leggere in maniera tale che si possa stancare la mente e fare in modo che il sonno possa essere nuovamente stimolato senza alcuna complicanza.


Pochi riposi durante tutto il giorno

Occorre anche evitare di dormire per tanto tempo durante il pomeriggio, specialmente nel tempo libero: più si dorme durante il giorno, meno si riposerà la notte.
30 minuti di riposo al massimo durante il pomeriggio rappresentano la scelta ideale per evitare di ridurre le ore di sonno notturne.


Rilassarsi ed essere positivi per un buon sonno

Infine, per dormire bene e svegliarsi rilassati, occorre addormentarsi con un pensiero positivo e con l'idea che il giorno successivo sarà migliore di quello appena passato sono azioni che rimuovono i pensieri negativi e che faranno in modo che il sonno possa essere il migliore in assoluto.

Mal di schiena: dolore, esercizi e prevenzione

21/05/2019
da Andrea Benetti

Il mal di schiena è una delle patologie più comuni: colpisce infatti circa 8 persone su 10, ed è una delle cause più comuni di assenza dal lavoro. La zona generalmente colpita è quella lombare, anche se nulla toglie che il dolore possa acuirsi in altre parti. Le cause del mal di schiena possono essere molteplici, a volte anche piuttosto gravi, ma nella maggioranza dei casi, questo è provocato da cattive abitudini posturali, una vita sedentaria, troppo tempo alla guida o lavori che costringono a passare molto tempo davanti ad uno schermo. La causa del mal di schiena spesso è da ricercare anche nell'utilizzo di calzature sbagliate che non permettono alla colonna vertebrale di stare in una posizione adeguata.
Una cosa è certa: uomini e donne sono ugualmente colpiti dalla patologia. Sono molteplici le patologie che possono causare il mal di schiena e a volte renderlo anche cronico, come la scoliosi, possibili ernie ma anche artriti o restringimenti della colonna. Tra le altre cause vi sono anche la gravidanza, l'endormetriosi o fibromialgie.

Esercizi per il mal di schiena:
Ci sono numerosi esercizi che permettono per quanto possibile di lenire il mal di schiena e prevenirne la comparsa, si tratta di esercizi ad intensità blanda che permettono di rimanere attivi senza affaticare troppo la fascia muscolare di queste zone. Riposare eccessivamente infatti può essere controproducente perciò anche solo una camminata tranquilla può sortire effetti positivi sulla patologia. Le discipline consigliate per il mal di schiena sono senza dubbio yoga e pilates, discipline non troppo faticose che hanno come scopo quello di rilassare i muscoli, aiutando chi lo pratica a conoscere meglio il proprio corpo. Sarebbe opportuno consultare il medico o un fisioterapista per praticare gli esercizi che meglio si adattano alla situazione personale del paziente ed evitare di peggiorare le condizioni. Anche se nulla vieta, per quanto possibile, di praticare esercizi a casa utilizzando la fitball, uno strumento sportivo pensato proprio per rinforzare i muscoli della schiena. Oppure praticare della ginnastica leggera come appoggiarsi al muro e muovere la testa prima a destra e poi a sinistra per rinforzare la fascia cervicale.

Come prevenire il mal di schiena:
La salute della schiena dipende dai molti comportamenti quotidiani, ed è proprio su questi che bisogna agire per prevenire il mal di schiena. In primis è essenziale fare dell'esercizio fisico, una camminata mezz'ora al giorno può apportare benefici inimmaginabili. Per prevenire il mal di schiena è fondamentale sedersi nel modo corretto, utilizzando magari un supporto lombare, ed evitare di alzare dei pesi sforzando la zona, meglio invece inginocchiarsi e far leva sulle gambe. Per posizionare oggetti in alto, non inarcare la schiena ma utilizzare uno sgabello. Bisogna evitare il peso corporeo eccessivo, l'obesità ed il sovrappeso, che sono infatti tra le principali cause del mal di schiena. Sarebbe opportuno indossare calzature adeguate, evitare perciò i tacchi più alti di 5 cm che costringono la schiena in una posizione sbagliata. Infine, prediligere i cuscini bassi e rete e materasso rigidi per dormire nella posizione corretta.

Celiachia: come diagnosticarla e quali sono i sintomi

20/02/2019
da Andrea Benetti

La celiachia, malattia causata dall'intolleranza al glutine, solo in Italia, colpisce più di 500 mila individui. Definita ormai la malattia sociale, nel momento n cui viene diagnosticata, l'unica terapia da intraprendere è quella di una dieta priva di alimenti che contengano glutine come dolci, pane, birra e altri. Una ricerca approfondita ha dimostrato che la celiachia colpisce per la stragrande maggioranza le donne, infatti risultano essere il doppio rispetto agli uomini.


La diagnosi della celiachia

Grazie ai progressi fatti in medicina, diagnosticare la celiachia adesso è diventato molto più semplice e veloce. I test che vengono eseguiti sul paziente sono molto più sensibili e con un semplice prelievo di sangue chiamato Breath Test e, l'esame delle fec,i si può ottenere la quasi certezza di essere affetti da celiachia per poi avere la conferma definitiva con una biopsia attraverso l'esofago gastro duedeno scopia.


Come avviene la biopsia

La biopsia consiste nel prelevare un piccolo pezzo di intestino tenue per poi essere analizzato al microscopio. Le biopsie effettuate sono doppie, eseguite a distanza di un anno per controllare che ci sia stato miglioramento con la dieta priva di glutine.


Cosa non fare prima degli esami

E molto importante che il paziente prima di sottoporsi agli esami non cambi assolutamente la sua alimentazione abitudinaria. Se dovesse farlo, gli esiti degli esami potrebbero risultare negativi e risultare immune nonostante la malattia.


Non sottovalutare i lievi sintomi

La celiachia è una malattia che si può manifestare in segni lievi e, molto spesso si convive con essa senza che l'individuo se ne accorga. È questo il motivo per cui viene divisa in diverse tipologie a seconda dei sintomi che si manifestano.


I sintomi più comuni della celiachia

I sintomi più comuni sono l'anemia, l'osteoporosi, cefalee e debolezza , diarrea crampi, colite e gonfiore addominale. La celiachia deve essere diagnosticata in tempo perché con il tempo potrebbe far insorgere problemi piuttosto gravi soprattutto in giovane età.


La celiachia e la predisposizione genetica

La celiachia viene fuori solo su soggetti geneticamente predisposti. Se un individuo si nutre con cibi privi di glutine, il rischio di insorgenza sarà molto basso. Se in famiglia ci sono parenti celiaci, il rischio di esserne affetto è molto più alto.


La celiachia e la confusione con altre malattie

In età adulta la celiachia si confonde con altre malattie, infatti per dare una diagnosi certa è fondamentale sottoporsi a numerose visite. Il numero degli italiani che convivono con la celiachia senza sapere di averla è in netto aumento, infatti, sono più di 300 mila.

Fermenti lattici: cosa sono, differenze tra prebiotici/probiotici e tra quest ultimo e i fermenti lattici

13/02/2019
da Andrea Benetti

Cosa sono i fermenti lattici

I fermenti lattici sono tutti quei microorganismi in grado di metabolizzare lo zucchero più abbondante e importante del latte: il lattosio. Tra tutti questi microorganismi, però, solo alcuni sono in grado di svolgere funzioni metaboliche utili per l'organismo umano e sono proprio questi quelli che devono essere assunti periodicamente.

La differenza tra probiotici e prebiotici
Troppo spesso questi due termini vengono confusi o addirittura considerati sinonimi, ma non è assolutamente così. I probiotici sono, infatti, dei microorganismi che rafforzano le difese immunitarie dell'organismo, mentre i prebiotici sono delle fibre alimentari che favoriscono ed ampliano gli effetti positivi dei fermenti lattici.

Nello specifico: i probiotici
I probiotici sono tutti quei microorganismi che riequilibrano la flora intestinale, principale responsabile del buon funzionamento del sistema immunitario e dell'apparato cardiocircolatorio. Vi sono dei fattori che possono ostacolare la loro azione positiva, come delle abitudini alimentari non corrette o l'assunzione di anticoncezionali per via orale o di antibiotici.

Nello specifico: i prebiotici
I prebiotici sono rappresentati dalla fibra alimentare, naturalmente presente in molti alimenti di origine vegetale, come barbabietole, cipolle, pomodori, carciofi, aglio.... Bisogna però evitare di eccedere nel consumo di questi cibi perchè si potrebbero avere effetti collaterali negativi come flatulenza, dissenteria o crampi all'apparato digerente.

Come potenziare l'azione di probiotici e prebiotici
E' molto semplice potenziare l'azione positiva di probiotici e prebiotici semplicemente assumendo cibi ricchi di vitamine, omega 3 e sali minerali.

I probiotici più importanti: i fermenti lattici
I fermenti lattici sono i probiotici più importanti, conosciuti ed utilizzati. Una volta ingeriti, sono in grado di raggiungere l'intestino rimanendo vivi e vitali, perciò sono in grado di ostacolare la crescita di batteri patogeni dell'apparato digerente.

Altre importanti funzioni dei fermnti lattici
Una volta ingeriti, i fermenti lattici sono anche in grado sintetizzare la vitamina k e la biotina oltre che partecipare alla degradazione e putrefazione di alcuni residui della digestione che, tra l'altro, se rimanessero inalterati, sarebbero responsabili del fastidioso problema della flatulenza.

Due vantaggi ancora oggetto di studio
Recenti studi vogliono anche sottolineare come l'azione positiva dei fermenti lattici possa essere ricollegata anche alla loro capacità di ridurre il colesterolo sanguigno e le allergie alimentari.

Quali sono i principali fermenti lattici
I principali fermenti lattici sono il Lactobacillus acidophilus, il Lactobacillus caseie il Bifidusbacterium.

L'assunzione corretta dei fermenti lattici

Per massimizzare gli effetti positivi dell'assunzione dei fermenti lattici si consiglia di prenderli quotidianamente in cicli di almeno due settimane durante i cambi di stagione o di alimentazione, in fasi di particolare stress, quando l'intestino è pigro, si assumono particolari farmaci come gli antibiotici o quando il sistema immunitario risulta debilitato. Infine, sono un valido aiuto per contrastare le infezioni da candida e, in generale, la debolezza e il senso di spossatezza.

Sangue dal naso: come fermare l’epistassi

06/02/2019
da Andrea Benetti

La fuoriuscita di sangue dal naso nota con il termine scientifico di epistassi, è una fastidiosa condizione che si manifesta spesso in bambini ed adulti ma non è pericolosa. A tale proposito, ecco una serie di utili consigli su come fermare o prevenire l’insorgere di tale inconveniente.


I bambini sono soggetti a frequenti fuoriuscite di sangue dal naso molto più spesso degli adulti. In genere il fenomeno si manifesta a causa dell'irritazione della membrana nasale o a seguito di un trauma mentre giocano.

Quando gli adulti invece perdono sangue dal naso, potrebbe esserci un problema più grave. In tal caso è opportuno informare subito il proprio medico, specie se l’epistassi si è verificata in assenza di traumi.

Premesso ciò, il primo intervento di pronto soccorso fai da te consiste nell’abbassare la testa in avanti e non all’indietro come erroneamente viene consigliato dalle mamme.

Il motivo di tale inclinazione è spiegabile dal fatto che il sangue ha bisogno di andare da qualche parte, e se il paziente si appoggia o si sdraia molto probabilmente andrà giù per la gola.

Il sangue potrebbe successivamente entrare nella trachea causando un'ostruzione delle vie aeree, o andare nello stomaco irritandone il rivestimento protettivo e causandone il vomito improvviso.

Usare le dita per fermare l’epistassi
Per fermare un'emorragia c'è un modo giusto per farlo; infatti, non bisogna soltanto stringere le narici per tenerle chiuse, ma le dita dovrebbero interessare l’osso del setto nasale ed il suo tessuto cartilagineo.

Agendo in tal modo i vasi sanguigni presenti nella membrana nasale si possono schiacciare contro le pareti del setto favorendo l’interruzione o il rallentamento del flusso sanguigno, e consentendo la formazione di un coagulo atto a fermare l'emorragia in corso.

Applicare del ghiaccio sul naso sanguinante
Un altro funzionale metodo per fermare l’epistassi in tempi relativamente brevi, consiste nel posizionare del ghiaccio prelevato dal freezer o un impacco chimico acquistato in farmacia che è già pronto per l’uso.

Per una corretta applicazione bisogna adagiare i cubetti o la sacca sul setto nasale in modo da restringere i vasi sanguigni, e aiutare a fermare la fuoriuscita di sangue.

Dopo che l'emorragia è stata bloccata, non bisogna soffiare il naso per evitare che il processo di sanguinamento ricominci daccapo.

Se tuttavia l’epistassi non si interrompe dopo il secondo o il terzo tentativo (da 15 a 20 minuti di applicazione del ghiaccio), è il momento di consultare un medico.

Prevenire e curare l’epistassi
Il sangue dal naso che fuoriesce spesso salvo problemi gravi legati alla pressione arteriosa, in molti adulti si manifesta poiché si tratta di soggetti predisposti.

Se infatti, ad esempio vivono in ambienti piuttosto secchi e a contatto con polveri irritanti, è importante sapere che tali condizioni ambientali possono favorire la congestione nasale e la conseguente rottura dei capillari.

A margine di questa guida è doveroso sottolineare che per prevenire e curare l’epistassi esistono oggi delle pomate di origine animale i cui grassi contengono delle sostanze coagulanti, che possono bloccare immediatamente il sanguinamento delle narici specie quando si è fuori casa.

Sbalzi di temperatura, come comportarsi?

30/01/2019
da Gian Antonio Basso

Le stagioni non sono più come una volta. Questa potrebbe sembrare una frase fatta ma racchiude una grande realtà: A bruschi innalzamenti di tempertura possono seguire repentini cali e viceversa.
Questi sbalzi di temperatura sono molto pericolosi, perchè sono tra le più comuni cause di sinusiti, tonsilliti, raffreddori e influenze.
Come comportarsi in modo da non ammalarsi? Vediamo innanzitutto le cause che possono portare al verificarsi di questi sbalzi.

Clima.

Poco fa abbiamo parlato delle stagioni. Qualche decennio fa gli inverni erano rigidi e le estati calde. Oggi il vecchio continente risente sempre di più del cosidetto clima tropicale. Le estati sono imprevedibili: Giornate afose e umide lasciano il posto nel giro di poche ore a vento e pioggia.
In inverno le temperature sono bassissime al mattino e quasi primaverili di giorno.
Questa repentina escurione termica costringe il nostro fisico ad una continua regolazione della temperatura corporea. Lo stress al quale è sottoposto l'organismo porta l'individio ad ammalarsi.

Sbalzi.
Un'altra causa è riconducibile agli sbalzi che il corpo deve sopportare passando da un ambiente caldo ad uno freddo e viceversa.
In inverno questo può verificarsi entrando ed uscendo da uffici, palestre e centri commerciali dove generalmente le temperature vengono tenute parecchio alte rispetto all'esterno.
In estate lo stesso schema si ripete con l'aria condizionata, onnipresente nelle noste auto, in casa e nei locali commerciali.

Soluzioni?
Esistono delle soluzioni per evitare che il nostro corpo perda la sua preziosa termoregolazione? La risposta sì. Siccome non possiamo controllare gli eventi atmosferici e nemmeno regolare la temperatura di tutti i locali che frequentiamo, dobbiamo intervenire sul nostro comportamento adottando delle strategia di difesa.

Strategia N.1 : Vestiti a strati.

L'abbigliamento cosidetto "a Cipolla" ci viene in aiuto. Vestirsi a strati ci permetterà di spogliarci e rivestirci in base alle circostanze. Il giusto abbigliamento non ci farà arrivare mai al punto di sudare.

Strategia n.2: Mantieni sane abitudini.
Ebbene sì. Anche se può sembrare strano, mantenere sane abitudini permette al nostro fisico di rimanere in equilibrio e questo lo aiuterà a tenere duro in caso di sbalzi.
Le sane abitudini consistono nel fare pasti leggeri e sani bevendo molta acqua, fare attività fisica regolare e concedersi un buon riposo notturno.

Dove ne avete il controllo, cercate sempre di regolare la temperatura degli ambienti in modo che non siano troppo caldi d'inverno (provocherebbe secchezza alla gola e alle vie respiratorie) o troppo freddi d'estate.
Questi accorgimenti ridurranno il rischio di shock termici che potrebbero portarvi ad ammalarvi.