Carenza di Vitamina D, cosa fare per evitarla e quali sono le cause

05/07/2017
da Farmacia Basso

Il corpo umano necessità di diversi nutrimenti e tra i più importanti vi è senza dubbio la vitamina D, fondamentale per garantirsi salute e benessere. La carenza di questa vitamina ha diverse cause, ma vi sono dei modi per evitare che ciò si verifichi.


Perchè la vitamina D è così importante per la salute?

La vitamina D, come anticipato, costituisce un apporto fondamentale per l'roganismo, prima di tutto per l'apparato osseo, visto che è alla base del processo di metabolismo del calcio. Inoltre costituisce un aiuto notevole per quanto riguarda il sistema nervoso, l'apparato cardiaco e le funzioni cerebrali.

Le cause della carenza di vitamina D: una premessa

Detto dell'importanza della vitamina D, bisogna affrontare il tema dei fattori che possono portare ad una sua carenza. Va prima di tutto detto che le cause possono essere le più disparate e che si possono dividere in cause legate al proprio stile di vita e a cause per così dire esterne.

Cause di carenza di vitamina D legate ad abitudini poco sane

Tra le cause di carenza della vitamina D vi sono prima di tutti abitudini di vita poco sane, quali ad esempio l'abuso di sostanze alcoliche e regimi alimentari non corretti, ovvero che non garantiscono il giusto apporto di questa vitamina. Inoltre, va tenuto presente che i soggetti maggiormente esposti ad una sua carenza sono coloro che trascorrono poco tempo all'aria aperta.

Le altre cause di carenza di vitamina D

Tra le altre cause di carenza della vitamina D si possono annoverare alcune malattie, quali quelle che possono interessare reni e fegato. Ad esempio vanno citate l'insufficenza renale, quella epatica e la pancreatite. Altra malattia responsabile di tale carenza è la fibrosi cistica. Inoltre non si può dimenticare che la celiachia è altra patologia "nemica". Infine va detto che purtroppo l'invecchiamento è causa naturale di tale problema.

Come fare per evitare la carenza di Vitamina D

Detto delle cause legate alla carenza di vitamina D, quali strade si possono seguire per cercare di risolvere il problema? Prima di tutto va specificato che la via da seguire dipende in gran parte da quella che è la causa scatenante del problema, dallo stato di salute e dall'età. Quindi, primariamente, bisogna fare degli esami per capire come mai la carenza di vitamina D si è concretizzata.

Una dieta sana è il primo passo per risolvere il problema

Il primo passo per risolvere il problema è una dieta sana, basata su cibi ricchi di vitamina D. Prima di tutto vanno citati riso e cereali, seguiti poi dai latticini, come ad esempio i formaggi grassi. Non bisogna dimenticare pesci come trota, tonno e salmone affumicato, che insieme e pollo e tacchino. Parlando di diete conosciute si può infine ricordare che quella mediterranea risulta particolarmente indicata per chi necessità di vitamina D.

Fondamentale è anche uno stile di vita sano

Infine, bisogna tenere presente che per risolvere o evitare la carenza di vitamina D è necessario mantenere uno stile di vita sano e magari servirsi di integratori specifici. Non va poi mai dimenticato che è buona prassi tenere le braccia al sole, ogni giorno, per almeno una ventina di minuti.

Purificare l'organismo con i rimedi detox naturali

28/06/2017
da Farmacia Basso

Si sa l'organismo accumula costantemente sostanze di scarto come le tossine e il miglior modo per sbarazzarsene è senza ombra di dubbio la dieta redox. Di fatti è fondamentale purificare il proprio organismo, in quanto le tossine potrebbero intaccare il corpo apportano un certo indebolimento con il passare del tempo, comportando una serie di disturbi accompagnati da spossatezza e stanchezza cronica. In questo caso urge un vero e proprio aiuto al nostro organismo. Prima di impegnarsi con una dieta redox è opportuno capire come è possibile purificare l'organismo in modo sicuro.


Il cibo

Innanzitutto è fondamentale eliminare tutti quegli alimenti provvisti di additivi, i cibi grassi e ricchi di conservanti e zuccheri raffinati. Sembrerà strano ma è opportuno ridurre anche il consumo della carne nell'arco di una settimana. Il problema di molto persone è che si mangia continuamente e molto spesso non per sola fame! E' consigliato vivamente imparare a cibarsi in orari ben precisi, dividendo in modo accurato in porzioni. E' consigliato invece consumare cibi che contengono tante fibre come: spinaci, patate, bietola, crusca, ceci, cavolo, mele, fagioli e avena.

L'acqua

L'acqua è un elemento fondamentale per il nostro corpo, in particolar modo utile per poter eliminare le tossine, ovviamente è importante bere acqua semmai aggiunta a delle tisane ma non abusate mai di birra, vino o bevande gassate. Se intendete bere acqua è opportuno consumarne circa due litri al di. Se vi trovate in giro, sicuramente sarà scomodo portarsi dietro una bottiglia da un litro, per cui munitevi di bottigliette piccole, cosi le finirete prima e saranno più alla vostra portata anche per il trasporto. Se vi rendete conto che non siete in grado di bere cosi tanta acqua allora aiutatevi con il consumo di molta frutta, specie nel periodo estivo.

Stile di vita

Oltre ad una corretta alimentazione, alla presenza di esercizio fisico continuo è importante un corretto stile di vita. Evitare delle diete eccessive o dei digiuni prolungati. Non fumare, non bere e non assumere farmaci. Cercare di mangiare quanto più cibi biologici, avere una vita regolare, priva di stress.

Dieta redox

Se si decide di perdere peso e di disintossicare il proprio organismo dalla presenza di tossine allora non vi resta che dare un'occhiata ad una dieta redox. Trattasi di una dieta che prevede come colazione un buon bicchiere di latte, semmai di soia abbinato a dei frutti di bosco freschi misti ai cereali. Importante fase una pausa a metà mattinata assumendo un succo di frutta o un frutto fresco di stagione. A pranzo è consigliabile consumare una zuppa di legumi, o perchè no un buon minestrone di verdure ricordandovi però di evitare di inserire le patate e la pasta. A cena potrete mangiare verdure, accuratamente bollite e poco condite. Consigliabile prima di andare a letto bere una buona tisana con scopo depurativo. Di solito, questa dieta prevede l'assunzione di acqua e limone prima della colazione, ma non dimenticate di bere anche in questo caso due litri d'acqua nell'arco della giornata.

Farmaci da viaggio: Cosa portare in vacanza

21/06/2017
da Farmacia Basso

I piccoli problemi di salute che possono rovinare una vacanza sono sempre dietro l'angolo ed è per questo che è necessario aver ben presente quali sono i medicinali da portare in vacanza. Ma quali sono i farmaci da viaggio che devono far parte del bagaglio con cui si parte per gli agognati giorni di relax e svago?


Premesso che secondo recenti statistiche 8 italiani su 10 hanno la buona abitudine di portare in vacanza farmaci che possono essere sempre utili, va detto che le prime cose da mettere in valigia sono gli analgesici, visto che è un classico il ritrovarsi con mal di testa, mal di denti o altre situazioni in cui l'analgesico è l'unica ancora di salvezza. Ovviamente bisogna ricordarsi del fatto che questi tipi di farmaci vanno sempre presi dopo i pasti.

Andare in vacanza significa spesso affrontare viaggi in treno o in macchina e quindi il rischio di prendere il classico colpo d'aria è sempre dietro l'angolo. Ecco che quindi si affaccia la possibilità di doversi confrontare con un fastidioso mal di gola, motivo per cui tra i farmaci da viaggio non possono mancare spray e pastiglie per combattere anche le forme più leggere di questo disturbo, che potrebbe presentarsi da un momento all'altro.

Inoltre, pensando sempre a cosa portare in viaggio, non bisogna mai dimenticare un lassativo e un antiacido. Stitichezza e acidità di stomaco sono infatti problemi che si presentano spesso durante un periodo trascorso lontano da casa. Ciò dipende essenzialmente dal cambio di ambiente, di abitudini alimentari e dei ritmi della vita quotidiana. Ovviamente lassativi e antiacidi devono essere utilizzati solo quando strettamente necessario.

Parlando sempre dei problemi legati al cambio di ambiente e di ritmi della vita quotidiana non si può non pensare all'insonnia, problema che si concretizza spesso quando ci si deve abituare ad un fuso orario diverso. Tuttavia il problema è facilmente risolvibile con l'utilizzo della melatonina e della valeriana. Entrambe aiutano a superare le difficoltà nel dormire che rischiano di compromettere seriamente la vacanza tanto attesa.

Ma quando ci si chiede cosa portare in vacanza quando si parla di farmaci, non bisogna dimenticare mai nemmeno gli antistaminici, fondamentali non solo se solitamente si soffre di allergie, ma anche per chi nel quotidiano non ha questo problema. Forse non tutti sanno che una eccessiva esposizione al sole può dare adito a reazioni allergiche. Quindi, specialmente se si decide di andare al mare, questi sono da annoverare tra i farmaci da viaggio.

Infine, chiudendo il discorso sui farmaci che sono assolutamente da portare in viaggio, bisogna ricordare disinfettanti e cerotti, che devono essere sempre presenti nel proprio piccolo kit di pronto soccorso. Tuttavia, chiunque quando è stato ragazzo ha dovuto fare i conti con tagli e sbucciature durante le vacanze e quindi disinfettanti e cerotti saranno sicuramente tra le prime cose che si andranno a mettere in valigia.

Diabete e frutta: consigli utili

14/06/2017
da Gian Antonio Basso

Innanzitutto è doveroso sapere che vi è un legame molto importante tra la frutta e la patologia del diabete. Infatti è fondamentale conoscere la quantità giusta e sopratutto la frequenza con la quale assumere, in modo tale da mantenere una dieta salutare e corretta per il corpo. Il diabete è una patologia che si caratterizza per l'incremento dello zucchero, in particolar modo il glucosio all'interno del sangue. Tutto ciò dipende da un difetto presente a livello della produzione dell'insulina, un vero e proprio ormone che viene secreto a livello del pancreas. Il processo avviene mediante la trasformazione dello zucchero, che in precedenza è stato assunto con il cibo e poi trasformato grazie all'insulina sotto forma di glucosio. Nel momento in cui l'insulina viene prodotta in concentrazioni non adeguate all'utilizzo da parte del pancreas, allora il livello di glucosio aumenta comportando l'insorgenza del diabete.


Quanta frutta si può consumare?

Per tutti coloro che soffrono di diabete è consigliato mangiare una sola porzione di frutta dal contenuto massimo di 15 grammi di zuccheri. Ovviamente il tutto dipende dalla concentrazione di zucchero rispetto alla concentrazione dei carboidrati, maggiore sarà la prima e minore sarà la concentrazione dei secondi. Il grado zuccherino dipende in particolar modo dal grado di maturazione del frutto. Ovviamente è bene sapere che non tutte le persone che soffrono di diabete presentano le stesse condizioni, sia per quanto concerne il metabolismo che per quanto riguarda il fabbisogno a livello nutrizionale, quindi è opportuno rivolgersi sempre ad un medico per individuare con certezza il quantitativo ben preciso di frutta da assumere prendendo in considerazione una serie di fattori. Prima di essere certi di quanta frutta mangiare ogni volta, la persona affetta da questa patologia dovrebbe effettuare delle prove per conoscere quali sono le risposte glicemiche da parte del proprio organismo, mediante la misurazione della glicemia, in modo tale da essere certi di non incombere in errori, che anzichè aiutare l'organismo lo porterebbero a peggiorare la malattia.

Quali frutti si possono degustare

Prima di tutto è importante sapere, che nonostante vi sia il problema del diabete, non vi sono dei frutti da poter mangiare e altri no, l'importante è saper gestire la quantità e il consumo. Sono sconsigliati o da usare con parsimonia soltanto frutti come banane, uva, cachi, fichi e frutta secca in quanto eccessivamente zuccherini. Mentre la frutta fresca come nespole, mirtilli, pesche, agrumi, mele, frutti di bosco e pere sono consigliati ed è importante che vengano consumati con frequenza, perchè fanno bene alla salute ma l'importante è saperli dosare sotto forma di porzioni in modo tale da non esagerare, tenendo costantemente sotto controllo l'andamento dell'indice glicemico.

La frutta dopo il pranzo

E' importante fare attenzione all'assunzione della frutta dopo il pranzo, in particolar modo se esso è stato ricco di carboidrati. In realtà la frutta non andrebbe mai eliminata da nessun pasto, ma per farsi che cio possa rimanere tale è importante dosare non soltanto la frutta ma l'intero pasto in modo tale da non innalzare il livello della glicemia e non apportare danni al diabetico.

​L'alimentazione nell'adulto sportivo sano

07/06/2017
da Farmacia Basso

L’alimentazione è uno dei punti cardine se si decide di vivere una vita sana ed equilibrata, chi svolge attività sportiva con una certa frequenza sa perfettamente quanto essa sia importante per apportare all’organismo le sostanze necessarie al suo corretto funzionamento, per questo motivo è importante conoscere il consumo di calorie giornaliero in modo da sapere quanto e quale cibo ingerire.


Una dieta varia ed equilibrata sta alla base dell’attività sportiva.
I nutrienti di cui necessita il corpo di uno sportivo adulto sano sono influenzati notevolmente dal tipo di attività che viene fatta, dal sesso e dall’età della persona interessata. In linea di massima possiamo affermare che una dieta varia deve essere in grado di dare allo sportivo le forze necessarie per affrontare il proprio sport, ponendolo in una forma fisica adatta allo sforzo, facendo sviluppare in modo corretto l’apparato muscolo scheletrico.

La trasformazione dei macronutrienti in "forza"
Il metabolismo del corpo di un adulto permette di sintetizzare i grassi, le proteine e i carboidrati, altresì noti con il nome di macronutrienti, in sostanze più semplici in grado di dare ai muscoli l’energia necessaria per svolgere l’attività fisica, ovvero glicogeno e glucosio. E ‘molto importante capire quando e quali cibi mangiare per poter avere a disposizione dell’energia pronta all’uso, esistono infatti alimenti più facili da trasformare, come ad esempio quelli ricchi di zuccheri, e quelli più difficili perché più complessi, ovvero i grassi e i carboidrati che rilasciano energia in tempi più lunghi.

L’acqua: un elemento fondamentale della dieta dello sportivo.
L’acqua, si sa, è una delle sostanze che sono sinonimo di vita. Mantenere una corretta idratazione dell’organismo è una prassi da tenere in considerazione per reintegrare i sali minerali e i liquidi persi durante la sudorazione. E’ necessario bere spesso e farlo per tutta la durata della giornata, compreso durante l’attività sportiva: l’apporto idrico dipenderà molto dal clima, dal tipo di attività svolta e dalla sua intensità e ,non per ultimo, dalla sudorazione . Oltre all’acqua, durante l’attività sportiva, abituatevi a consumare anche bevande energetiche, esse infatti sono uno fonte di zuccheri pronti all’uso.

Quando e cosa mangiare prima e dopo l’attività sportiva.
E’ buona norma che lo sportivo consumi dei pasti completi composti da primo, secondo, contorno, frutta e dolce almeno 3 ore dalla pratica dell’attività fisica. I tempi possono ridursi notevolmente se si ingeriscono sostanze meno complesse e ricche di zuccheri. Il pasto più importante della giornata deve essere la colazione, la si preferisca abbondante ed in grado di soddisfare l’apporto calorico necessario ad affrontare almeno il 50% della giornata. Dopo la pratica sportiva è importante invece reintegrare i liquidi, ben vengano quindi frutta e verdura, accompagnate da acqua o bevande ad uso sportivo.

L’importanza di una dieta bilanciata.
Qualsiasi sia il tipo di attività svolta, la dieta da seguire deve essere varia. Si cerchi di consumare degli alimenti diversificati nel corso della giornata, in modo da poter apportare diverse concertazioni di zucchero e creare non solo energia pronta all’uso, ma anche quella da immagazzinare nei muscoli, per poterla utilizzare in un secondo momento.

Colesterolo LDL alto: cosa fare e cosa mangiare

31/05/2017
da Farmacia Basso

Cos'è il colesterolo? E' una molecola di origine lipidica avente una funzione molto importante per quanto riguarda il normale funzionamento dell'organismo. Componente primario delle membrane cellulari, e' presente pressochè in tutti i tessuti ed in maggiore quantità nella bile, nel cervello e nel sangue.


Qual'è la funzione del colesterolo?
- rappresenta il precursore principale dei sali biliari, degli ormoni steroidei, della vitamina D e degli ormini sessuali (estrogeni, progesterone, testosterone);
- è presente all'interno dell'emoglobina (proteina ematica responsabile del trasporto dell'ossigeno verso organi e tessuti);
- concorre alla riparazione delle membrane cellulare, delle quali è un importante componente;

Quante tipologie di colesterolo esistono?
Sono due le tipologie di colesterolo presenti all'interno del nostro organismo: il colesterolo "cattivo" ed il colesterolo "buono". Il primo, chiamato anche LDL (lipoproteine a bassa densità) è considerato dannoso in quanto responsabile del trasporto delle molecole di origine lipidica dal fegato verso i tessuti ,favorendo quindi la formazione di placche aterosclerotiche in grado di causare malattie di tipo cardiovascolare. La seconda tipologia di colesterolo, detta anche HDL (lipoproteine ad alta densità) lavora invece in senso contrario, trasportando la molecola lipidica dai tessuti al fegato, incentivandone così la fisiologica espulsione ed eliminazione.

Quali sono le cause della formazione del colesterolo alto?
Il motivo principale della sua insorgenza è l'esagerata ingerenza di cibi ad alto contenuto di grassi. Esistono tuttavia ulteriori cause scatenanti come ad esempio un eccessivo livello di stress psicofisico o fattori legati all' ereditarietà.

Quali sono i sintomi?
Per quanto riguarda i livelli di colesterolo cattivo del sangue, non esiste una precisa sintomatologia, se non appunto l'insorgenza di malattie cardiovascolari come ectus ed infarti. Consigliabile diventa quindi effettuare periodicamente esami del sangue, possibilmente a scadenza annuale.

Esiste una cura?
La migliore cura possibile è uno stile di vita adeguatamente equilibrato, fatto di un'alimentazione sana e di un'attività fisica praticata almeno tre volte a settimana .

Qiali cibi evitare?
Fortemente sconsigliati sono appunto gli alimenti ad elevata concentrazione di grassi. Ma quali sono? I grassi animali in primis, come burro, strutto e lardo. Altra categoria da assumere con moderazione sono gli insaccati e le carni conservate ricche nelle loro parti superficiali di considerevoli quantità di grassi. I latticini ad elevato tasso di grassi saturi poi, come i formaggi e lo stesso latte intero. Da evitare sono infine le salse e le bevande alcoliche.

Quali cibi è possibile assumere?

Tutti i cibi contenenti minime quantità di grassi saturi sono ben accetti. Le verdure in primis, ricche di vitamine in grado di depurare il nostro organismo. Il pesce poi, da consumare possibilmente almeno due volte a settimana. I legumi inoltre, ricchi al loro interno di proteine. Alcuni salumi sgrassati ( come speck, tacchino e bresaola) possono essere tranquillamente assunti, senza tuttavia esagerare nelle quantità. Grassi insaturi come l'olio extravergine di oliva e gli oli vegetali permettono infine la riduzione dei livelli di colesterolo cattivo nel sangue favorendo in questo modo la formazione di quello buono.

5 esercizi per stare in forma in casa

24/05/2017
da Farmacia Basso

L'attività fisica è una delle migliori alleate per vivere la propria vita in maniera sana ed equilibrata, il movimento infatti mantiene attivo l'organismo e permette di bruciare i grassi in eccesso, mantenendovi in forma smagliante e con una salute di ferro. Non sempre è però possibile recarsi a fare sport in palestra o in circoli sportivi, per questo motivo vediamo com'è possibile arrangiarsi all'interno delle proprie mura domestiche, effettuando 5 esercizi mirati.


Esercizio numero 1: step.
Tutti noi abbiamo almeno provato una volta nella vita ad effettuare degli step in grado di rassodare le gambe, l'interno coscia ed i glutei. Svolgere questo tipo di esercizio a casa è molto semplice, basterà posizionarsi davanti ad uno scalino oppure utilizzare un piccolo rialzo in grado di sostenere il nostro peso. Effettuiamo 4 serie di 40 sali e scendi per gamba, con un periodo di ripresa e defaticamento di circa 2 minuti.

Esercizio numero 2: la marcia sul posto.
Chi ha poco spazio a disposizione, oppure non vuole uscire all'aria aperta, soprattutto durante il periodo invernale, può avvalersi di questo semplice esercizio per tonificare il proprio corpo. Si può iniziare con una corsa moderata, facendo ben attenzione ad alzare il più possibile le ginocchia in modo da far lavora i muscoli in maniera più efficace ed efficiente, per poi incrementare in maniera graduale il ritmo. E' molto importante mantenere la schiena e la testa ben dritte in modo da non sovraccaricare troppo le spalle e il tratto lombare.

Esercizio numero 3: il jumping jack.
Un buon esercizio per dimagrire e irrobustire le fasce muscolari è il jumping jack, altrimenti conosciuto con il nome di saltelli laterali. Si inizia mantenendo gli arti uniti, sia quelli superiori che quelli inferiori. Le braccia verranno portate verso l’alto ed aperte, in concomitanza con un salto che farà divaricare simultaneamente anche le gambe. Per raggiungere la massima efficacia da questo esercizio bisogna cercare di non appoggiare al suolo i talloni e ripetere il tutto mantenendo la stessa ampiezza. Effettuate almeno 4 serie da 15 saltelli intervallate da un paio di minuti l’una con l’altra

Esercizio numero 4: gli addominali.


Niente è più efficace come il classico addominale, esso aiuta a tonificare e buttar giù la pancia, facendo apparire l’addome piatto e scolpito. Posizionate un tappetino da ginnastica per terra e sdraiatevi sopra facendo attenzione a posizionare le vostre gambe, piegate a 90 gradi con i talloni ben fissi al suolo. Posizionate le mani dietro alla testa e sollevatevi da terra, mantenete la posizione per 5 secondi poi tornate a quella di partenza in maniera lenta e graduale, in questo modo gli addominali lavoreranno più in profondità. Effettuate delle serie di 15 addominali, intervallandoli a pause di 5 minuti.

Esercizio numero 5: lo squat.
Aiutatevi appoggiando la schiena alla parete mantenendo le gambe divaricate, piano piano abbassatevi fino a sedervi, senza staccarvi però dalla parete. Risalite molto piano dopo essere rimasti in posizione per almeno 30 secondi. Ripetere in sessioni da 20 esercizi con pause di qualche minuto.

Come riconoscere la depressione

15/05/2017
da Farmacia Basso

La depressione è una delle malattie più diffuse all'interno della società moderna, essa colpisce indistintamente uomini e donne senza tenere conto dell'estrazione sociale e dell'età, vediamo insieme come riconoscerla.


Come si manifesta la depressione?
In psicologia, la depressione, è considerata una vera e propria malattia, e come tale deve essere trattata per poter essere in grado di curarla in maniera soddisfacente. Uscirne è possibile, basta essere in grado di riconoscerla. I campanelli di allarme sono molti, i familiari del malato devono essere in grado di carpirli e capirli, per poter apportare un vero e proprio supporto al proprio caro.

La sofferenza emotiva è il primo grande effetto che la depressione ha sull'organismo e sulla psiche della persona che ne è affetta. Una sensazione di perenne stanchezza, nonostante non si svolga attività fisica intensa, è una spia che dovrebbe essere presa in considerazione in tutte quelle persone che si iniziano a mostrare demotivate ed eccessivamente tristi e negative.

10 sintomi che aiutano a vederci più chiaramente.
Essere fiacchi e avere un umore poco allegro non deve essere considerato di default uno dei sintomi depressivi, prima di parlare di patologia infatti bisogna assicurarsi che almeno 5 dei seguenti stati d'animo pervadano la persona di cui si sospetta un inizio di depressione:
- aumento o decremento sensibile dell'appetito e conseguente aumento della massa grassa od eccessivo deperimento
- eccessivo affaticamento o iperattività dovuta d uno stato ansiogeno
- colpevolizzazione frequente e nella maggior parte dei casi immotivata
- disturbi legati al sonno come ad esempio continui risvegli, privazione del sonno o eccessiva sonnolenza
- pensieri legati alla morte, non per ultimo il suicidio
- vedere solo il lato negativo della vita, ottenendo una visione pessimistica del mondo in cui si vive
- ansia, mancato appagamento e apatia verso qualsiasi tipo di attività
- difficoltà di concentrazione e poca lucidità nel ricordare le cose
- dolori non causati da traumi fisici
- ansia generalizzata

L'importanza della continuità dei sintomi.
Un periodo buio capita a tutti, il depresso però ha la caratteristica di avere questo senso di inadeguatezza che si protrae nel tempo. Per definire una persona affetta da depressione deve avere i sintomi sopra riportati che si ripetono per almeno 2 settimane di tempo, tutti i giorni, più volte al giorno.

Una diagnosi precoce aiuta notevolmente la guarigione.

Riconoscere la depressione e prenderla in tempo diminuisce drasticamente la possibilità di aggravamenti o peggio, del compimento di atti estremi. Sapere accettare l'aiuto di persone esterne è il primo passo che può avviare il cammino della riparazione della propria anima. Sono consigliate terapie farmacologiche accompagnate a sedute di psicanalisi in grado di aiutare il paziente a vivere questo suo stato di instabilità emotiva. I famigliari e gli amici devono essere un supporto concreto, evitando di sminuire e incentivare questo senso di chiusura al mondo. La depressione è una malattia reale e come tale deve essere curata, in maniera mirata ed attraverso medicinali, ma soprattutto attraverso una presa di coscienza da parte del paziente.

5 consigli per abbassare la pressione sanguigna

29/03/2017
da Farmacia Basso

La pressione sanguigna viene solitamente regolata dal nostro organismo che cerca di alzarla ed abbassarla in risposta a stimoli esterni e circostanze particolari. Quando questa funzione di regolazione naturale viene alterata e la pressione sale in maniera anomala, si corrono i rischi legati alla cosiddetta ipertensione.

I danni che ne possono derivare coinvolgono alcuni degli organi più importanti e delicati del corpo, con rischi anche mortali quando vengono interessati i reni ma soprattutto cuore e cervello. Vediamo quali comportamenti è bene tenere per controllare la pressione alta.

Il nemico principale degli ipertesi è il sodio, assunto principalmente sotto forma di sale da cucina comune. Basti pensare che un cucchiaino di sale rappresenta il limite giornaliero oltre cui una persona non dovrebbe andare.
Purtroppo non basta mettere il lucchetto alla saliera che teniamo in dispensa, considerando che il sale è già presente in numerosi alimenti confezionati o semi-lavorati presenti sulle tavole. Fra questi soprattutto gli snack ma anche molte conserve, cibi in scatola, surgelati ed affettati.

Anche il caffè viene eliminato tassativamente dalla dieta di chi soffre di ipertensione ed il motivo principale è proprio la caffeina. Il suo effetto restringe i vasi sanguigni aumentando inevitabilmente la pressione al loro interno.
Va ancora peggio se consideriamo l'abitudine di assumere il caffè come stimolante ed eccitante in situazioni di stress. Infatti in queste situazioni il cuore è portato a pompare più velocemente, aumentando i rischi della pressione alta.

L'attività fisica regolare invece, aiuta moltissimo a regolare pressione, circolazione e battito cardiaco. Per iniziare basterà lasciare a casa l'automobile ogni volta che si può farne a meno, anche camminare a passo sostenuto per qualche decina di minuti migliora le condizioni.
Abituando il cuore ed i vasi sanguigni a lavorare in maniera più efficiente, si migliora l'elasticità dei loro tessuti, con la conseguenza che battiti e pressione in condizioni di riposo si abbassano.

Un consiglio curioso, che fa parte della saggezza popolare, ci dice di assumere un piccola quantità di alcol accompagnando i pasti principali. In questo modo si evitano molti effetti collaterali dell'etanolo, sfruttando i benefici per la circolazione.
un bicchiere di birra o mezzo di vino, a tavola, dilatano i vasi sanguigni e favoriscono la diuresi, permettono lo smaltimento del colesterolo eliminando quindi le cause principali dell'ipertensione.

Anche il cioccolato fondente è un prezioso alleato per chi soffre di pressione alta. Una sostanza contenuta nel cacao, chiamata flavanolo, ha effetti positivi sull'elasticità dei vasi sanguigni, facilitandone così la dilatazione.

Per ottenere i benefici di questo elemento nutritivo, si consiglia di mangiare cioccolato nero con alte percentuali di cacao, circa 15 grammi al giorno con cacao almeno al 70% costituiscono un toccasana gustoso per il corpo.

5 cibi ricchi di vitamina C

22/03/2017
da Farmacia Basso

La vitamina C è una vitamina idrosolubile tanto benefica per il nostro organismo quanto sensibile, in quanto elementi quali luce, temperatura e aria rischiano di alterarne le proprietà.


Le proprietà della vitamina C

La vitamina C è un antiossidante, fondamentale non solo per garantire una pelle luminosa, ma anche per ridurre l'ossidazione, tra le prime cause del cancro.
Questa preziosa molecola rafforza il sistema immunitario, stimolando la produzione degli anticorpi utili per combattere le influenze stagionali.
Assumere vitamina C garantisce la sintesi del collagene (utile per la salute delle ossa, dei vasi sanguigni e degli organi) e l'assorbimento del ferro che in dosi eccessive può causare una maggiore incidenza di cancro e malattie cardiovascolari, contrastate queste dall'influenza della vitamina C sulla pressione arteriosa.

I cibi più ricchi

La vitamina C non è presente nel nostro organismo e quindi è importante assumere quotidianamente quei cibi della quale ne sono ricchi: tra i 5 cibi ricchi di vitamina C, ne rientrano alcuni che quadruplicano la quantità di vitamina C rispetto ad esempio ai più rinomati agrumi, alle fragole o all'ananas.

La Guaiava

La tropicale guaiava è un vero elisir per il nostro organismo che in 100 gr di prodotto contiene circa 228 mg di vitamina C. E' un frutto anche ricco di fibre, di minerali e di flavonoidi, particolarmente indicato per i malati di diabete "mellito", limitando i livelli di glicemia. Le sue foglie essiccate poi sono particolarmente preziose, perché grazie alla quercitina e alla clorofilla, sono antidolorifiche e apportano benefici all'apparato intestinale.

La papaya

La burrosa papaya è un frutto con circa 62 mg di vitamina C in 100 gr di polpa. Ha un alto contenuto di acqua, di acido folico, di minerali quali potassio e magnesio per la salute delle ossa, di fibre per ridurre il colesterolo LDL, e di flavonoidi che aiutano a irrobustire il sistema immunitario e prevengono i radicali liberi. La papaya è nota sin dagli aztechi per regolare la digestione, e i primi esploratori ne constatarono un valido aiuto contro lo scorbuto.

Il peperone

Sui banchi ortofrutticoli se ne trovano di gialli, rossi o verdi, e hanno un gusto particolarmente dolce. Il peperone è altamente nutritivo e ricchissimo di vitamina C (in 100 gr ne sono contenuti circa 151 mg, in quello giallo si superano i 180 mh). E' un ortaggio altresì ricco di acqua, di sali minerali tra cui il potassio, un vero toccasana per le vie urinarie, e di fibre, che aumentano il livello di sazietà incidendo positivamente sul peso corporeo.

I broccoli

Tra i 5 cibi ricchi di vitamina C ci sono i broccoli, rinomati per le loro proprietà antitumorali, sopratutto crudi, grazie al sulforafano (fitonutriente importante anche in caso di infiammazione dell'apparato respiratorio) che contrasta il proliferare delle cellule cancerose. Sono ricchi di sali minerali, vitamine, tra cui la C (89 mg in 100 gr). La sua consumazione consente di contrastare la ritenzione idrica e di prevenire ictus e altre patologie cardiovascolari anche grazie ai grassi Omega 3.

Il Kiwi

In soli 100 gr contiene circa 93 mg di vitamina C. Il kiwi è un frutto ricco anche di sali minerali che danno energia, e di polifenoli, essenziali per prevenire le rughe e mantenere morbida la pelle. La vitamina C combatte il colesterolo e la pressione alta coadiuvata dalla vitamina E e dall'acido proteico, senza dimenticare il suo apporto benefico per i diabetici e per chi soffre di stati di ansia, agendo sul sistema nervoso.