Attenzione al colesterolo! Occhio al sodio! Consumare tanta fibra! sono raccomandazioni di uso ormai corrente, che tutti abbiamo cercato di mettere in pratica. Pochi invece sono coloro che conoscono il vero significato e il ruolo di questi componenti della nostra alimentazione. Il colesterolo è un componente caratteristico del regno animale e dunque presente nel nostro organismo in quasi tutti gli alimenti di origine animale di cui ci nutriamo. Il colesterolo è indispensabile per la struttura del sistema nervoso, del cervello, delle membrane di tutte le cellule; a partire dal colesterolo il nostro organismo sintetizza molti ormoni, la vitamina D e i sali biliari, necessari per la digestione dei grassi. Una certa quantità di colesterolo circola nel torrente san guigno trasportato da particolari molecole, le Iipoproteine. Buona parte è prodotta dall’organismo stesso e dipende, quantitativamente, da fattori ereditari, mentre una parte de riva dagli alimenti ingenti e quindi è molto variabile in relazione al tipo di dieta del soggetto. Una colesterolemia (quantità di colesterolo nel sangue) superiore ai livelli consigliati (180-220 mg%, a seconda del l’età) rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di aterosclerosi e patologie cerebro-cardio-vascolari ad essa correlate. Si definisce fibra alimentare o dietetica un gruppo di so stanze esclusivamente di origine vegetale, quali: cellulosa, emiceilulose, pectina, lignine, gomme, mucillagini. Nelle piante alcune di queste svolgono un ruolo strutturale, di sostegno, mentre altre hanno funzione di riserva energetica. L’uomo introduce la fibra con frutta, verdura, cereali e derivati. La fibra, non venendo aggredita dagli enzimi del nostro apparato digerente, non sviluppa quasi energia e, per la proprietà di trattenere acqua come una spugna e di dare volume, regola fisiologicamente l’evacuazione, previene la stipsi e i disturbi ad essa correlati. Il sodio è, insieme al cloro, uno dei componenti minerali più importanti del sangue, e anche un elemento indispensabile per l’organismo. Nutrendoci introduciamo questo minerale sia con gli alimenti vegetali sia con quelli di origine animale che ne con tengono già all’origine una buona quantità. Ma è soprattutto con il sale aggiunto ai nostri cibi, a livello industriale e ca salingo, che apportiamo sodio al nostro organismo e, spesso, anche in quantità eccessive. In Italia si consumano mediamente 10-15 grammi di sale al giorno, pari a 4-6 grammi di sodio, mentre il fabbisogno del nostro organismo non supera i 2,5 grammi di sodio (6 grammi di sale da cucina). Questa quota in eccesso – definita “di lusso” – è il maggior indiziato tra i fattori che concorrono a determinare/scatenare l’ipertensione arteriosa. Evitando sulla tavola l’uso del sale e limitando alimenti conservati sotto sale o in salamoia, realizzeremo una semplice forma di prevenzione imparando a riconoscere ed apprezzare il sapore originario, naturale dei cibi. È ormai noto che con un’alimentazione corretta è possibile prevenire almeno alcune delle principali patologie che affliggo no il mondo occidentale – disturbi cardio-vascolari, obesità, diabete dell’adulto, ipertensione, alcune forme di cancro, osteoporosi ecc. – non tutti però sanno che prevenire a tavola non significa consumare cibi insaponi, incolori, “da malati”. Anzi, la vena prevenzione si realizza rendendo più appetibili e gradevoli i cibi di tutti i giorni. I componenti della dieta su cui si pone maggiormente l’attenzione parlando di prevenzione sono: il sodio, il colesterolo, la fibra. Per controllare l’assunzione di sodio dovremo, prima di tutto, consumare solo saltuariamente quei cibi ricchi di sale –cloruro di sodio – già al momento dell’acquisto (olive, acciughe, salumi, patatine, arachidi salate...), in secondo luogo sarà op portuno abituarsi a cucinare usando pochissimo sale, preferibilmente aggiunto verso fine cottura, e, soprattutto, rivalutando i profumi della cucina mediterranea: basilico, origano, timo, maggiorana, rosmarino, salvia ecc. Il colesterolo, tanto inquisito, è un elemento essenziale per il nostro organismo che, infatti, ne sintetizza una certa quota. Il colesterolo degli alimenti non può essere considerato l’unico e più pericoloso nemico della dieta, piuttosto è utile conoscerne il contenuto nei vari cibi per poterlo controllare senza incorrere in eccessi. Usiamo come grasso da condimento olio, preferibii mente extra vergine d’oliva, e riserviamo a burro e panna un ruolo insaporente mirato, non avremo così grossi problemi ad attenerci alle indicazioni delle Associazioni mediche internazio nali sugli apporti di colesterolo. Sarà sufficiente consumare carni magre, pesce, legumi, formaggi freschi e 2-4 uova alla settimana, sempre accompagnati da ortaggi, frutta fresca, pane e pasta, per realizzare la “dieta mediterranea” che, con sapore e colore, risulta essere la miglior prevenzione dell’ipercolesterolemia e di tutta la patologia ad essa correlata. Il modello alimentare mediterraneo, caratterizzato da una significativa presenza di “fibra dietetica”, ha ruolo preventivo anche nei confronti di stipsi, emorroidi, diverticolosi, e cancro del colon. Affinché la fibra possa avere questi effetti benefici, si raccomanda di bere quotidianamente almeno 1.5-2 litri di acqua. L’acqua assunta in quantità abbondante svolge, autonomamente, un ruolo di prevenzione nei confronti della patologia renale e delle vie urinarie, basti pensare alla formazione dei calcoli che viene favorita da una sua carente introduzione, con conseguen te eliminazione di urine scarse e molto concentrate. E per finire, un consiglio rivolto alle donne, e non sono poche, con problemi più o meno gravi di cellulite: poco sale, pochi grassi, tanta fibra e, soprattutto, tanta, tanta acqua sono gli accorgimenti dietetici fondamentali per contrastare questa insidiosa nemica. continua ... |